Abusi edilizi su viale Vespucci: il Comune resiste in giudizio

La ricorrente sostiene che, al momento della redazione del ricorso, l’abuso consistente nell’ampliamento del ristorante è in corso di spontanea rimozione che verrà completata nel termine concesso di 90 giorni

La Giunta Comunale di Rimini ha deliberato nella seduta di martedì scorso la costituzione in giudizio nel ricorso proposto al Tar per l’Emilia Romagna, sede di Bologna, dalla società Rossopacifico s.r.l. per l’annullamento dell’ordinanza di ingiunzione a demolire opere edilizie abusive realizzate in Rimini, presso l’attività di ristorazione e commercio al minuto, di viale Vespucci.

Opere abusive consistenti nell’ampliamento del ristorante di circa 56,50 metri quadrati, ottenuto mediante tamponamento verticale di porzione di pergolato con infissi e pannelli avvolgibili in pvc e tettoia dal lato di viale Vespucci, di circa 236 metri quadranti, alta 3 metri e 24, realizzata con pergolato metallico e copertura in pvc.

La ricorrente sostiene che, al momento della redazione del ricorso, l’abuso consistente nell’ampliamento del ristorante è in corso di spontanea rimozione che verrà completata nel termine concesso di 90 giorni. L’impugnativa è pertanto limitata a contestare la legittimità dell’ordinanza limitatamente alla realizzazione della tettoia. Analogo ricorso è stato proposto anche dalla proprietaria dell’immobile, società Futura di Maria Grazia Bongiovanni.

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