Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

L'accoltellatore davanti al Gip: "C'è una donna che mi perseguita, dovete aiutarmi"

Interrogatorio di convalida per il 26enne somalo che ha ferito 4 persone a coltellate, il giovane sarebbe apparso ancora in stato confusionale

E' terminato intorno a mezzogiorno, ed è durato circa 2 ore, l'interrogatorio di garanzia di Somale Duula il 26enne somalo accusato di aver accoltellato 4 persone tra cui un bambino di 5 anni nella serata di sabato 11 settembre a Rimini. Difeso dall'avvocato Maria Rivieccio, l'indagato sarebbe apparso ancora in stato confusionale rispondendo in maniera vaga alle domande del giudice. Duula, secondo quanto emerso, avrebbe evitato di ripercorrere gli eventi che lo hanno visto protagonista del raptus di follia che ha seminato il sangue sulle strade riminesi e allo stesso tempo ha raccontato a stento la sua vicenda personale. "Dovete cercare la persona che mi vuole fare del male e proteggermi" ha continuato ad insistere più volte il somalo spiegando di essere vittima di una serie di atti persecutori da parte di una donna tedesca. Duula, tuttavia, non avrebbe fatto il nome di questa fantomatica signora proseguendo però nelle sue richieste di aiuto. Anche se il 26enne parlerebbe con sufficienza in inglese, è stato necessario reperire un interprete della sua lingua madre ed è proprio su questo punto che il difensore solleva alcune incongruenze sulla ricostruzione degli inquirenti proprio a partire dalla denuncia presentata dal suo assistito alla vigilia del sabato di sangue. Duula, infatti, si sarebbe rivolto alla Questura di Rimini il 10 di settembre per raccontare di essere stato vittima di un'aggressione ma come sottolinea l'avvocato se il 26enne parla solo nella sua lingua madre o al massimo in un inglese appena sufficiente resta il dubbio di come abbia potuto spiegare quanto accaduto. Dopo l'interrogatorio, il Gip Manuel Bianchi si è per il momento riservato di convalidare il fermo e il provvedimento è atteso per le prossime ore.

Nel frattempo il legale di Duula ha chiesto una perizia psichiatrica per il suo assistito che dovrà accertare se abbia dei problemi di natura mentale. E' proprio lo stato della mente del 26enne che, oltre ad avere questa sorta di mania di persecuzione da "una donna senza mani", avrebbe anche la fobia di essere ripreso da macchine fotografiche o telecamere. Il somalo, infatti, si sarebbe agitato anche durante l'interrogatorio avvenuto in videoconferenza quando si sarebbe trovato davanti alla webcam. Anche l'aggressione alle due accertatrici sull'autobus, secondo quanto emerso, sarebbe scattata non al momento del verbale ma quando come da prassi i controllori avrebbero cercato di fotografarlo.

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