Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Diminuiscono le acque di balneazione: da 47 a 37

La Giunta della Provincia di Rimini ha approvato la delibera di classificazione delle acque di balneazione riferite alla stagione 2012 e l'individuazione delle acque di balneazione

La Giunta della Provincia di Rimini ha approvato la delibera di classificazione delle acque di balneazione riferite alla stagione 2012 e l’individuazione delle acque di balneazione e dei relativi punti di campionamento per la stagione 2013. Per quanto riguarda la classificazione, tutte le acque balneabili della Provincia di Rimini, sulla base dei risultati delle analisi delle quattro stagioni precedenti hanno ottenuto la qualifica di “Eccellente”, la massima prevista dalla normativa.

Per quanto riguarda la individuazione delle acque di balneazione, intese come “aree balneabili omogenee dal punto di vista delle fonti di pressione oltreché delle caratteristiche idrografiche”, per la prossima stagione, le novità sono essenzialmente due. Le acque diminuiscono di numero, passando dalle precedenti 47 alle attuali 37 (lungo la costa del Comune di Rimini sono passate dalle precedenti 26 alle attuali 16). Ogni acqua possiede un relativo punto di campionamento, ove durante la stagione balneare ARPA Sez. Provinciale di Rimini, effettuerà i prelievi nelle date indicate dalla Regione Emilia Romagna e preventivamente comunicate all’Unione Europea.

Viene introdotta un’acqua “intercomunale”. Nell’estremità settentrionale del Comune di Rimini, sul confine con il territorio del Comune di Bellaria-Igea Marina, si trova lo scolmatore denominato “Pedrera Grande” che segnava anche il limite tra due diverse acque di balneazione. Oggi questo scolmatore è ricompreso al centro di una nuova acqua di balneazione antistante in parte la costa riminese ed in parte quella bellariese, e sarà quindi gestita in maniera coordinata dai due Comuni interessati.

Rimangono invariate le zone vietate permanentemente alla balneazione, e cioè le foci dei fiumi (per motivi igienico-sanitari) e i porti canale (per motivi di sicurezza). La delibera pone le condizioni per l’accoglimento in toto, da parte dei Comuni che si troveranno a gestire gli eventuali fenomeni di inquinamento di breve durata estivi, dei suggerimenti di ARPA e AUSL le quali, alla luce dei primi risultati emersi dal progetto regionale “previbalneazione” non ancora concluso, hanno ritenuto, già dalla scorsa stagione, di dover ampliare lo specchio d’acqua interdetto alla balneazione in caso di apertura degli scolmatori, fino a 300 m a nord e 300 m a sud dallo scolmatore stesso, e di poter ridurre, da 48 ore a 24 ore, la durata temporale del divieto.

“L’individuazione delle nuove acque di balneazione – dichiara Stefania Sabba, Assessore all’ambiente della Provincia di Rimini -, pur sempre nel prioritario rispetto delle migliori condizioni igienico-sanitarie a tutela dei bagnanti, ha portato all’eliminazione delle 'acque cuscinetto' fra uno scolmatore e l’altro ed alla contiguità delle acque interessate dall’inquinamento di breve durata, ciò renderà più agevole per i Comuni la gestione dei fenomeni, e più chiara, immediata e trasparente la comunicazione sia in loco sia sui vari siti ufficiali”.

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