Aggressione in centro storico, la verità del tunisino accusato di tentato omicidio

Ricostruiti in aula i momenti che hanno preceduto l'accoltellamento di domenica notte e la lite di lunedì pomeriggio

E' una ricostruzione completamente diversa da quella delle forze dell'ordine quella emersa, nella mattinata di giovedì, durante l'interrogatorio del tunisino 27enne accusato di tentato omicidio e di rapina aggravata protagonista degli scontri nel centro storico di Rimini la notte tra sabato e domenica e lunedì pomeriggio. Secondo il nordafricano, difeso dall'avvocato Tiziana Casali, tutto era iniziato nella notte tra sabato e domenica in via Sigismondo. Il 27enne, con un passato da spacciatore ma che ultimamente aveva lasciato il mondo della droga, ha spiegato che quella notte si trovava in compagnia di un amico quando era passato davanti a un locale di via Sigismondo. Qui era stato fermato da un conoscente che, rimasto senza benzina, gli aveva chiesto un prestito di 5 euro.

Il tunisino ha quindi dato i soldi all'amico ma, ad assistere alla scena, era presente un 22enne sempre nordafricano, anche lui implicato nello spaccio di sostanze stupefacenti nel centro storico di Rimini, che ha interpretato lo scambio di denaro come una cessione di droga. E' stato a questo punto che, il 22enne, ha affrontato il 27enne per fargli capire di non spacciare in via Sigismondo in quanto quello era il suo territorio di vendita. Ne è nato un tafferuglio con il più giovane che ha estratto un coltello con il quale ha aggredito il tunisino lacerandogli la giacca. Nel parapiglia, tuttavia, ad avere la peggio è stato il 22enne il quale ha riportato delle ferite da taglio alle braccia e, soccorso dal 118, è stato portato in ospedale per essere medicato ma, all'improvviso, sarebbe scomparso dal pronto soccorso per riapparire solo diverse ore dopo.

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La vicenda sembrava essere finita ma, il lunedì, il 27enne si è reso conto di essere finito nel mirino degli altri nordafricani che volevano vendicare l'amico ferito. Il tunisino è stato quindi intercettato all'incrocio tra via Cairoli e via Sigismondo da un 29enne marocchino, amico del 22enne, facendo così scattare l'aggressione andata in scena sotto gli occhi dei passanti. Il 27enne ha però avuto la peggio nonostante, dalle ricostruzioni fatte dalle forze dell'ordine, sia finito in manette per tentata rapina mentre, la presunta vittima, è scappato per poi essere intercettato dalla polizia Municipale nei pressi del parco. Alla luce di quanto emerso durante l'interrogatorio, il giudice si è riservato la decisione sulla convalida dell'arresto.

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