Cronaca

Rimini al fianco delle donne: bar e pubblici esercizi diventano presidi contro la violenza

La città lancia ufficialmente l'adesione al progetto #sicurezzaVera ideato da Fipe Confcommercio, insieme al gruppo imprenditrici e alla polizia

Contro la violenza di genere, la città di Rimini lancia ufficialmente la propria adesione al progetto #sicurezzaVera ideato da Fipe-Confcommercio, la federazione italiana dei Pubblici esercizi in collaborazione con il Gruppo Donne Imprenditrici della federazione stessa e la Polizia di Stato. Un progetto che nasce per creare una rete a sostegno delle donne che lavorano in bar o locali e si trovano a subire spesso apprezzamenti o molestie da parte dei clienti oppure hanno paura a trovarsi da sole a chiudere l'attività di notte. Da qui prende il via il progetto "Sicurezza vera", messo a punto dopo ore e ore di lavoro e incontri dalle donne imprenditrici.

E ad ospitare la presentazione ufficiale del progetto è stato martedì mattina il museo di Rimini con una Sala del Giudizio che ha visto intervenire sul tema le massime autorità. Il progetto ha l’obiettivo di incrementare i livelli di sicurezza delle donne, coinvolgendo la rete dei pubblici esercizi, realtà capillari e luci sul territorio, per far sì che ne diventino i principali divulgatori e promotori. Grazie all'impegno di Fipe-Confcommercio provinciale del gruppo Fipe Donna provinciale, bar, ristoranti, locali di ogni genere, luoghi per eccellenza di incontro e socialità, diventano strategici nelle attività di informazione, formazione e sensibilizzazione su un tema di drammatica attualità.

"Troppo spesso i pubblici esercizi vengono dipinti come luoghi pericolosi – sottolinea la presidente del Gruppo Donne Imprenditrici di Fipe – Confcommercio, Valentina Picca Bianchi. Luoghi nei quali si pensa che sia lecito fare avances spinte alle ragazze che servono ai tavoli, o nei quali un sorriso in più fatto da una donna che lavora dietro a un bancone viene subito male interpretato. Luoghi in cui si lavora fino a notte fonda e, spesso le donne, titolari o dipendenti che siano, chiudono le saracinesche rimanendo sole nelle città ormai quasi deserte. Noi vogliamo ribaltare questo stereotipo e rafforzare i nostri locali in presìdi di legalità e di sicurezza, nonché, creare una rete per promuovere e diffondere la cultura di genere. Per le dipendenti, le clienti e le titolari di aziende".

La presidente evidenzia come "il primo passo per prevenire la violenza è quello di riconoscere i segnali di pericolo. Grazie al supporto della Polizia di Stato, insegneremo sia alle donne sia agli uomini a riconoscere questi segnali e insegneremo loro come reagire. Abbiamo un pubblico esercizio ogni 250 abitanti e un bar ogni 400, e questa è una grande rete che possiamo mettere a disposizione di chi ha bisogno di aiuto".

A mettere in luce il percorso che verrà intrapreso è questore di Rimini Francesco De Cicco che ha commentato con orgoglio come Rimini sia una delle cinque città dove viene presentato questo protocollo e ha spiegato come il personale dei pubblici esercizi coinvolti verrà anche formato dalla Polizia di Stato, al fine di intercettare "i reati spia per affrontare le problematiche prima che sia troppo tardi".

Il questore ha inoltre ribadito la necessità di un cambiamento culturale, "ci siamo imposti di farlo, non si tratta solo di sicurezza, ma di libertà e qualità della vita. Ci sono situazioni di violenza in cui le donne non riescono neanche a chiedere aiuto. E' importante formare sempre di più medici, psicologi, criminologi e il personale del pronto soccorso che in quei pochi secondi può avere maggiori competenze per fotografare la situazione per quella che realmente è". E riguardo a casi di violenza di genere a Rimini e alle richieste d'aiuto, il questore non scende nel dettaglio delle statistiche ma assicura che in questo territorio c'è maggiore denuncia da parte delle donne. Un territorio questo forte dell'impegno delle associazioni e degli enti, oltre che delle forze dell'ordine.

Di modalità e strategie per promuovere una autentica cultura di genere e individuare idonei strumenti a
difesa delle donne vittime di violenza, ne hanno parlato Giuseppe Forlenza, Prefetto di Rimini; il sindaco Andrea Gnassi, Elisabetta Melotti, Procuratore Capo della Repubblica, Gianni Indino presidente Confcommercio provinciale. E, ancora Gaetano Callà, presidente provinciale Fipe, Alessandra Della Torre, referente provinciale Gruppo Donne Imprenditrici Fipe, l'assessore alla Sicurezza Jamil Sadegholvaad, Mario Maria Nanni, provveditore agli Studi delle province di Rimini e Forlì-Cesena, Barbara Morri, collaboratrice dirigente scolastico della scuola "Malatesta” ed Elvira Ariano, psicologa e vicepresidentessa di Rompi il Silenzio Onlus. Ognuno di loro ha restiuito una sua riflessione sulle forze da mettere in campo, i cambiamenti da apportare e l'impegno da parte di tutte le istituzioni.

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