Maggiori controlli e vigilanza nelle case famiglia per anziani e disabili

Approvato dalla Commissione consiliare il nuovo regolamento che alzerà lo standard qualitativo per le stutture residenziali

Nel corso della seduta di mercoledì mattina, la Commissione consiliare ha approvato il “Regolamento per il funzionamento e la vigilanza nelle strutture residenziali per anziani e disabili adulti con un numero di ospiti fino ad un massimo di sei”. Si tratta delle strutture denominate anche “Casa Famiglia”, “Appartamento protetto per anziani” e “Gruppo appartamento per anziani. Le Case Famiglia sono avviate sulla base di libera iniziativa privata e possono contribuire ad arricchire la rete dei servizi sociali di supporto alla domiciliarità. Sono invece escluse dal campo di applicazione del regolamento le forme organizzate di convivenza di persone disabili in cui sono forniti servizi ed interventi professionali prevalentemente di carattere educativo.

Il vantaggio della Casa Famiglia è quello di fornire un ambiente familiare, accogliente e funzionale a supportare l’autonomia personale degli ospiti, creando le condizioni per favorire la partecipazione alla vita domestica, comunitaria e sociale, la solidarietà e forme di auto-aiuto da parte di persone anziane che, per esempio, si trovano in condizioni di solitudine o sono comunque prive di un idoneo contesto familiare e sociale. Nel farlo, la Casa Famiglia privilegia la possibilità di coabitazione da parte di coniugi o coppie di anziani e fratelli, genitori e figli. L’obiettivo del Regolamento consiste nel promuovere e tutelare la sicurezza degli ospiti e la qualità delle attività nelle Case Famiglia, e favorire una strutturata attività di vigilanza. Nel distretto sociosanitario di Rimini all’ultima rilevazione erano 21 le strutture rilevate.Nel corso dell’ ultimo decennio è venuto manifestandosi con sempre maggiore intensità in tutta la Regione, ed anche nel territorio comunale, il fenomeno della diffusione di case famiglia per anziani solo parzialmente autosufficienti, di piccole dimensioni, gestite da privati. Rappresentano dunque una risorsa per la comunità locale, per dare risposta ai bisogni crescenti delle persone anziani o disabili con problemi di non autosufficienza lieve o moderata tale da non richiedere un'assistenza all'interno di strutture che ospitano persone gravemente non autosufficienti o di centri socio riabilitativi residenziali per disabili che ospitano disabili gravi. La regolamentazione di questo importate ambito sociale permetterà una migliore messa a sistema e un innalzamento degli standard qualitativi, richiesti e, soprattutto verificabili.

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“Un regolamento – è il commento di Gloria Lisi, assessore alla protezione sociale del Comune di Rimini – che ci permette di aumentare la qualità e il controllo del servizio. Si tratta di strutture che permettono di garantire la permanenza degli anziani in contesti di domiciliarità che, per quanto possibile, è preferibile alla istituzionalizzazione. Nel farlo rimane strategica la collaborazione con i medici di base, che sono figure professionali strategiche in questo ambito”.

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