Arrestato "Pippo l'usuraio", prestiti a strozzo fino al 610% di interessi

Già finito nel mirino dei carabinieri, gli inquirenti dell'Arma hanno ricostruito la sua contabilità e trovato altre vittime

E' finito nuovamente nei guai Giuseppe Bulla, meglio conosciuto come "Pippo l'usuraio", al quale i carabinieri hanno notificata una nuova ordinanza degli arresti domiciliari. L'uomo, un 58enne catanese, era stato arrestato in flagranza dai militari dell'Arma di Rimini lo scorso dicembre quando, all'ombra dell'arco d'Augusto, stava riscuotendo gli interessi di un debito da parte di una delle sue vittime. Le successive indagini avevano permesso agli inquirenti di arrivare alla sua "contabilità", un'agendina e una serie di appunti, dove erano riportati i nomi di una quindicina di persone che, presumibilmente, erano finite nella rete dell'usuraio. Chiamati in caserma, 6 di questi avevano ammesso di essere ricorsi al 58enne per dei piccoli prestiti. Somme esigue, tra i 150 e i 600 euro, che però si trasformavano in un incubo per le vittime che dovevano poi pagare interessi accertati tra il 200 e il 610%.

Quando i debitori non riuscivano a pagare il prestito, a fine mese, "Pippo l'usuraio" veniva loro incontro e, accontentandosi solo degli interessi, il mese successivo tornava a pretendere il pagamento del capitale più i nuovi interessi maturati. Le vittime, quindi, entravano in un vortice senza fine trovandosi così a pagare somme enormi a fronte di poche centinaia di euro ricevuti dal 58enne. I carabinieri, nel corso delle indagini, si sono ritrovati così davanti a persone che, già indigenti, erano costrette a versare ogni mese ulteriore denaro senza speranza di vedersi estinguere il debito. Un giro d'affari che permetteva al Bulla, il quale era beneficiario di una pensione di invalidità, di poter mantenere la propria famiglia senza intaccare l'assegno ricevuto dallo Stato.

Le vittime, una coppia di operai, una badante romena, una disoccupata e due operaie, davanti ai carabinieri hanno confermato il modus operandi dello strozzino che, oltre ai 5 casi di usura, deve rispondere anche di estorsione nei confronti di una vittima e di esercizio abusivo di attività finanziaria. Secondo quanto emerso, l'attività di strozzino di Pippo funzionava attraverso il passaparola. Per l'uomo, viste le sue precarie condizioni di salute, il gip ha quindi disposto gli arresti domiciliari.

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