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Automobilisti indisciplinati, la classifica delle infrazioni: più di 5mila hanno superato i limiti di velocità

L'analisi dell'Osservatorio all'educazione stradale per il 2018: in vetta l'uso del cellulare, i semafori rossi "bruciati" e la sosta nelle corsie del bus

L'Osservatorio regionale per l'educazione alla sicurezza stradale ha fotografato la situazione a Rimini, facendo luce sulle violazioni che portano alla decurtazione dei punti sulla patente. Numeri alla mano, da 1° gennaio al 31 dicembre 2018, ecco stilata la classifica e il comportamento dei riminesi ala guida.

"I residenti, fascia di età over 14, al 31 dicembre 2018 erano 295.292 di cui 235.787 titolare di patenti attive (A, B, C, e D), pari al 79,85%, in lieve aumento rispetto alla media regionale che è pari al 77,89%.
Nel 2017 i residenti fascia di età over 14 erano 296.207, nel 2018 sono calati dello 0,31%, mentre le patenti attive, che erano 234.813, nel 2018 sono cresciute dello 0,41%; le infrazioni erano 17.164 e nel 2018 sono calate del 25,44%; conseguentemente sono calati i punti decurtati, passati da 63.299 a 51.169 nel 2018".

Le patenti più numerose risultano essere quelle B che permettono di guidare: motoveicoli quali tricicli e quadricicli; motocicli fino a 125 cm³ e 11 Kw, solo in Italia; autoveicoli abilitati al trasporto di persone e cose (compresi caravan e autocarri) con un massimo di 9 posti totali e con massa complessiva fino a 3,5 tonnellate e anche trainanti un rimorchio fino a 750 Kg; macchine agricole e macchine agricole eccezionali; macchine operatrici ad esclusione di quelle eccezionali; mezzi adibiti a servizio di emergenza con massa complessiva a piano carico fino a 3,5 tonnellate.

Le maggiori infrazioni e punti nominali decurtati:

Le infrazioni possono essere state commesse non necessariamente sul territorio riminese, ma anche in altre parti d’Italia.

Superamento limiti di velocità: Un dato purtroppo significativo riguarda il superamento dei limiti di velocità, che si conferma l’infrazione principe: 5.575 infrazioni e 16.913 punti decurtati per le patenti B; 370 per le patenti C con 1.116 punti decurati e 199 infrazioni per le patenti D con un addio complessivo a 603 punti. Tale infrazione è la concausa, assieme alla distrazione, dell’81% dell’incidentalità stradale (fonte Commissione parlamentare trasporti).

Passaggio con semaforo rosso e violazione della segnaletica stradale, ad eccezione dei segnali di divieto di sosta e di fermata, è’ la seconda infrazione più frequente: nel 2018 per le patenti B sono state 2.427 con 12.492 punti decurtati; 134 per le patenti C con meno 596 punti e 60 per le patenti D con 280 punti tagliati.               

Uso cuffie o apparecchi radiotelefoni durante la guida; o mancato utilizzo delle lenti se prescritte (art. 173 CdS)
Risulta la terza infrazione. "Tale infrazione prevede una sanzione, a nostro parere, troppo morbida - spiega il presidente dell'Osservatorio - perché solamente in caso di recidiva, si procede alla sospensione della patente. Infrazioni patenti B sono state 939 con taglio punti pari a 4.760; 76 per le patenti C con punti decurtati pari a 385; 38 infrazioni per le patenti D con 190 punti decurtati. "Da tempo abbiamo sollecitato una modifica al Codice della Strada affinchè il ritiro av-venga già alla prima contestazione da parte delle Forze dell’Ordine".

Mancato allacciamento delle cinture del conducente e/o trasportato minorenne; o mancato uso dei seggiolini per bambini; o alterare il corretto uso delle cinture (art. 172 CdS). "Un dato sorprendente riguarda il mancato allacciamento delle delle cinture anteriori o posteriori o mancato uso dei sistemi di ritenuta dei bambini (seggiolini) che risulta la quarta infrazione più sanzionata": infrazioni 765 per le patenti  con 3.895 punti tagliati; 96 infrazioni per le patenti C con 480 punti decurtati; 60 infrazioni per le patenti D con 300 punti decurtati.                    

Sosta nelle corsie riservate agli autobus; o sosta e fermata negli spazi riservati a veicoli per persone invalide o in corrispondenza di rampe, scivoli o corridoi di transito; sosta negli spazi riservati alla fermata degli autobus o dei taxi (art. 158 CdS). "Le infrazioni sono un numero limitato, ma è da considerare il numero limitato di area sosta riservata a persone invalide.  Nel 2018 422 infrazioni per le patenti B con 870 punti decurtati; 20 infrazioni per le patenti C con 40 punti decurtati e 10 per le patenti D con 20 punti decurtati. "Il dato è significativo di un comportamento irrispettoso e di mancanza di educazione ci-vica verso coloro che sono i più deboli fra gli utenti della strada".

Sono inoltre state 214 le infrazioni per chi ha circolato con tasso alcolemico superiore a quanto previsto dal CdS (art. 186): 200 per le patenti B, 11 per quelle C e 3 per le D, dimostrando che il fenomeno non è stata ancora debellato - spiega Mario Sorbi, presidente dell'Osservatorio - I analizzati attestano che è il comportamento umano errato sulla strada la causa principale dell’incidentalità. L’incidentalità, oltre l’80%, viene universalmente imputata alla distrazione, causa principale o concausa con l’eccesso di velocità. Quando si parla di distrazione occorre ricomprendere tutte quelle  "dimenticanze" che contribuiscono a far diminuire l'educazione che dovrebbero avere tutti gli utenti della strada. Tutte le sfaccettature della distrazione fanno aumentare le probabilità di essere oggetti o soggetti di incidentalità. Un esempio significativo è che a oltre trent'anni dalla approvazione della legge, ci di-mentichiamo ancora di allacciare le cinture di sicurezza e cosa ancor più grave non tutti utilizzano il dispositivo di ritenuta per trasportare i bambini, il cosiddetto seggiolino. 
Ci   dimentichiamo di rispettare i limiti di velocità, di rispettare il semaforo rosso, di ri-spettare il diritto di attraversamento dei pedoni sulle strisce pedonali.

E’ fondamentale, inoltre, sensibilizzare tutti gli utenti della strada, dal pedone al camionista, che occorre abbandonare atteggiamenti di bullismo stradale e di road-rage, rabbia e aggressività sulla strada. Manca ancora la capacità individuale di interagire con gli altri su strada con rispetto reciproco. La rabbia stradale sfocia in aperta aggressività, evidenziando che al cambio di tipologia di utente (da pedoni a ciclisti, ad automobilisti) permane in noi la ferma convinzione di essere al centro della strada e di avere sempre più ragione rispetto agli altri.La strada è lo specchio del nostro agire nella società e quotidianamente ne siamo tutti attori e testimoni. L’incidentalità non è una fatalità, ma una conseguenza dell’agire umano.
La “vision zero” dipende da ciascuno di noi, perché l’incidente non è quasi mai una fatalità, ma una conseguenza di un comportamento umano non corretto e non rispettoso delle norme del Codice della Strada. 
 

         

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