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Ritrovate delle esche mortali per i cani nel parco Biolini a San Giuliano

Dopo la segnalazione di alcuni residenti, il personale del Corpo Forestale ha scoperto frammenti di spugna intrisi di sostanze alimentari e fritti allo scopo di rendere appettibile il boccone e ridurlo di volume. Una volta ingerite, provocano un'ostruzione gastro-intestinale nell'animale

A seguito di segnalazioni di alcuni cittadini il personale del Corpo Forestale dello Stato ha individuato, martedì mattina in mezzo ai prati di Parco "Briolini" a San Giuliano, numerose esche lasciate a terra con lo scopo  di provocare la morte dei cani che frequentano l'area verde. La singolarità del ritrovamento è rappresentata dal tipo di esca utilizzata: costituita da frammenti di spugna intrisi di  sostanze alimentari e fritti allo scopo di rendere appettibile  il materiale e ridurlo di volume. Tale "metodo" è stato in uso fino a qualche decennio fa e, da diversi anni, non si sono verificati ritrovamenti simili. Un sistema crudele e quasi sempre letale, proprio come i bocconi avvelenati, con la spugna che, una volta ingerita, aumenta di volume e può portare alla morte dell'animale provocando un’ostruzione gastro-intestinale. Dalle prime verifiche effettuate sembra che nessun animale sia rimasto colpito dal gesto delittuoso e gli inquirenti del Corpo Forestale hanno raccolto numerose testimonianze allo scopo di individuare il responsabile di tali atti criminosi, che rischia fino a due anni di reclusione.

Il fenomeno delle esche o bocconi avvelenati risulta piuttosto diffuso sul territorio riminese come dimostrano i recenti casi a Santarcangelo di Romagna; rilevante è anche l'attività di indagine e di repressione del fenomeno svolta dal Corpo Forestale dello Stato che, insieme al Servizio Veterinario regionale, ha, tra l'altro,  istituito una banca dati regionali dove vengono classificati tutti gli avvelenamenti riscontrati e tutte le esche ritrovate così da poter collegare tra loro i singoli episodi ed avere più elementi utili per l'individuazione dei colpevoli. In molti casi gli animali colpiti (cani e gatti) rimangono vittima di tali esche che vengono approntante utilizzando veleni letali di varia natura celati in sostanze alimentari che li rendono appetibili. La Forestale invita i proprietari di cani e gatti a fare molta attenzione alle aree frequentate insieme ai loro animali e a prendere contatti immediati con il Corpo Forestale dello Stato (numero verde 1515)  in caso di avvelenamenti o di ritrovamenti di esche; analoga raccomandazione è rivolta ai medici veterinari che si trovassero a dover intervenire su cani o altri animali con sintomi riconducibili a quelli provocati dalla fattispecie segnalata. 

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