Banca Carim, terminata l'ispezione di Banca d'Italia e approvata la semestrale

Registrati accantonamenti a copertura dei crediti deteriorati pari a 86 milioni di euro e sono stati svalutati i residui avviamente iscritti a bilancio per 23 milioni di euro

Nella giornata di venerdì il Consiglio di Amministrazione di Banca Carim ha approvato la situazione semestrale al 30 giugno 2016 e, sempre oggi, si è conclusa la verifica ispettiva avviata da Banca d'Italia lo scorso giugno. Il risultato economico e patrimoniale della semestrale recepisce integralmente quanto emerso dal confronto con il gruppo ispettivo. Sono stati, in particlare, registrati accantonamenti a copertura dei crediti deteriorati pari a 86 milioni di euro e sono stati svalutati i residui avviamente iscritti a bilancio per 23 milioni di euro circa, in massima parte relativi alle filiali acquistate dal Gruppo Capitalia nel 2002.

Il livello di copertura delle sofferenze ha così raggiunto il 61,2% inclusivo dell'ammontare delle radiazioni parziali operate (49,27% al netto delle radiazioni), rispetto a un dato di sistema pari a 58,7%. La copertura complessiva del credito deteriorato (al loro radiazioni) di porta al 49,2%, rispetto a un dato di sistema pari al 45,4%. Con un margine di intermediazione pari a 42 milioni, il risultato dell'attività ordinaria si conferma positivo, nonostante la riduzione dei margini finanziari per il forte calo dei tassi e l'incidenza di componenti straordinarie di costo, quali la contribuzione al Fondo Risoluzione Crisi Bancarie e al Fondo di Garanzia Depositanti (1,2 milioni di euro) e l'onere per il sostegno di banca Tercas (0,9 milioni).

I costi operativi sono in ulteriore riduzione rispetto all'anno precedente, grazie all'opera di efficentamento e semplificazione degli assetti organizzativi. Il risultato della gestione, negativo per 73 milioni di euro al netto della fiscalità, è quindi sostanzialmente dovuto alla svalutazione degli attivi immateriali e agli interventi di maggiore copertura dei crediti deteriorati. Aderendo agli orientamenti dell'Autorità di Vigilanza nazionale ed europea, nonchè alle tendenze in atto nel settore creditizio, l'aumento dei livelli di copertura potrà favorire ulteriori significative dismissioni dello stock di credito non performing, in coeranza a quanto già previsto nel piano industriale 2016/2017, per liberare definitivamente la potenzialità di sviluppo di Banca Carim.

Dal 2012, anno di conclusione dell'Amministrazione Straordinaria, la banca ha intrapreso un severo percorso di risanamento e rilancio, realizzando interventi di riqualificazione degli attivi (accantonamenti operati pari a 304 milioni) con la rilevazione di rettifiche su posizioni creditizie in larga prevalenza anteriori alla restituzione della banca alla gestione ordinaria. Adozione di criteri di massima prudenza nella nuova attività di prestito, che registra minimi tassi di deterioramento. Rafforzamento dei controlli e dei presidi di liquidità. Compressione dei costi operativi (pari al 13%, circa 9 milioni). Razionalizzazione della rete distributiva (passando da 106 a 75 sportelli) ed efficentamento degli organici (passando da 755 a 665 addetti).

Secondo quanto dichiarato dalla Carim, le azioni intraprese consentono ora di perseguire con efficacia le soluzioni prospettate dal mercato e dal sistema per realizzare l'atteso rafforzamento patrimoniale, già del resto pianificato nell'arco del piano strategico, necessario ad allineare i coefficenti patrimoniali registrati al 30 giugno 2016 (CET1 ratio pari a 6,22%, Ter1 ratio 6,22% e Total Capital ratio 8,08%) agli aobiettivi assegnati alla Carim dalle Autorità di Vigilanza all'esito della valutazione SREP al momento in vigore (CET1 ratio pari a 7,80%, Ter1 ratio 9,30% e Total Capital ratio 11,30%). La gestione successiva alla chiusura della "semestrale" ha già registrato (al 30 settembre scorso) un miglioramento dei coefficenti passati CET1 ratio pari a 6,97%, Ter1 ratio 6,97% e Total Capital ratio 8,81%.

La Banca, insieme ai propri advisor, è attivamente impegnata nella ricerca di soluzioni aggregative nonchè in contatti con potenziali investitori per stringere partnership industriali e strategiche finalizzate al rafforzamento patrimoniale e alla maggiore competitività. Banca Carim ha comunque presentato richiesta di intervento alla Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositanti, onde ricevere sostegno alle proprie esigenze di ricapitalizzazione, fornendo a tal fine preliminari elementi di valutazione; il Fondo si porrebbe dunque come potenziale soluzione di ultima istanza, fermi restando la ricerca ed il conseguimento di ipotesi alternative.

La ricapitalizzazione consentirà alla Banca di svolgere un ruolo ancora più incisivo di sostegno alle imprese, alle famiglie e alle associazioni etiche del territorio, in piena continuità con lo spirito dei soci fondatori e con l'impegno profuso nei 175 anni della sua costituzione. Nel semestre, Carim ha erogato 137 milioni di nuovi finanziamenti a beneficio di 2079 imprenditori, confermandosi come la banca di riferimento per privati e Pmi, garantendo pieno supporto finanziario al tessuto imprenditoriale dei territorio di insediamento. Gli impieghi a clientela, pari a 2,552 miloni, sono così aumentati dello 0,7%. In linea con le tendenze del sistema bancario, la raccolta totale pari a 4,321 milioni, è diminuita del 4,6% mentre è proseguito il trend favorevole della raccolta gestita, aumentata di 29 milioni nel semestre con una crescita del 3,5%.

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