Bancarotta fraudolenta, sequestrato lussuoso appartamento a Marina Centro

Oltre all'immobile, la Guardia di Finanza ha messo sotto sigilli conti corrente per 1,2 milioni euro

Nuovo capitolo per l'operazione Money Steel della Guardia di Finanza di Rimini che, nella mattinata di lunedì, ha eseguito il sequestro di un lussuoso appartamento di Marina Centro, stimato in 1,5 milioni di euro, e messo sotto sigilli conti corrente per 1,2 milioni. I beni sono riconducibili a un imprenditore riminese 50enne, F.P., principale indagato dell'inchiesta che, nel novembre del 2015, aveva portato 8 misure cautelari nei confronti di altrettante persone e sequestrato beni per un valore di oltre 3,5 milioni di euro. Il blitz era partito da un'indagine del Nucleo di Polizia Tributaria di Rimini in seguito alla dichiarazione di fallimento, avvenuta nel 2013, di una società friulana con base operativa a Rimini operante sul territorio nazionale e in Paesi Esteri nel settore della trasformazione, lavorazione e commercio di prodotti siderurgici. I controlli della Finanza hanno permesso di scoprire una serie di attività illecite messe in atto tra l'Italia, la Repubblica di San Marino e l'Austria coinvolgendo società italiane, una società spagnola, una società austriaca ed una società sammarinese.

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20160915_150548-2Secondo quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle, a tirare le file della bancarotta sarebbe stato proprio l'imprenditore riminese che avava messo gli occhi su un'azienda di prodotti siderurgici già in cattive acque. L'obiettivo dell'uomo era quello di acquisire il capannone da 5 milioni di euro dove operava la ditta e di prorpietà di una società di leasing, sul quale pesava un mutuo da 1,5 milioni di euro. Attraverso una serie di operazioni, effettuate con un'altra società di leasing che si sarebbe dovuta accollare il mutuo, l'uomo si sarebbe così intascato la differenza sul valore dell'immobile.

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