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Rissa al Rio Grande, in carcere il presunto autore delle coltellate

Per gli inquirenti dell'Arma, nella notte tra sabato e domenica, nel parcheggio del locale si sono scontrati appartenenti all'estrema sinistra contro dei ragazzi dell'estrema destra. Trovato un arsenale di lame nelle abitazioni dei denunciati

Ricostruito a fatica dagli inquirenti dell'Arma, a causa del clima omertoso di vittime e aggressori, l'accoltellamento nel parcheggio della discoteca Rio Grande nella notte tra sabato e domenica. Secondo quanto emerso dalle indagini, quella sera nel locale si trovavano due gruppi appartenenti, uno all'ala estrema della destra e, l'altro, alle frange estreme della sinistra. Analizzando i filmati delle telecamere a circuito chiuso del Rio Grande pare che, ad accendere gli animi, siano stati gli appartenenti a un centro sociale del riminese che hanno iniziato la lite con l'opposto schieramento. A intervenire era poi stato il personale della sicurezza che aveva buttato fuori gli attaccabrighe ma, questi, si erano poi riorganizzati nel parcheggio esterno per dare una "lezione" ai militanti di destra che, una volta usciti, sono stati attaccati. Nella rissa, tuttavia, ad avere la peggio sono stati quelli di sinistra, un 23enne riminese ferito con 3 coltellate all'addome e già dimesso dall'ospedale con una prognosi di 20 giorni, e un 24enne che ha riportato la fuoriuscita delle viscere e si trova ancora ricoverato all'Infermi.

La rissa ha visto anche un terzo ferito, appartenente al gruppo di destra, che è stato notato vagare per le strade di Bellaria coperto di sangue e che, poco dopo l'aggressione, si è presentato al pronto soccorso dell'Infermi con una ferita alla testa e una alla mano raccontando ai sanitari di essere stato vittima di un incidente stradale. Il ragazzo è stato identificato grazie al sistema di videosorveglianza del Comune di Bellaria e, da lui, si è poi risaliti ad altri tre componenti dell'estrema destra coinvolti nella rissa. Oltre ai due feriti del gruppo di sinistra, anche loro denunciati per rissa, a finire indagati dai carabinieri sono stati due bellariesi di 40 e 34 anni, un napoletano 29enne residente a Savignano e un verucchiese 22enne. Quest'ultimo, ritenuto essere l'autore materiale dell'accoltellamento, si trova in stato di fermo nel carcere dei "Casetti". Nelle abitazioni dei quattro estremisti di destra, perquisite dai carabinieri, oltre a veri simboli del nazismo è stato trovato un vero e proprio arsenale di coltelli: 42 lame a serramanico, due manganelli, due spranghe, un tirapugni e una pistola da soft-air priva del tappo rosso. Il coltello dell'aggressione, ancora sporco di sangue, è stato invece ritrovato dai carabinieri in un cespuglio nei pressi del parcheggio del Rio Grande.

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