I benzinai riminesi: "vittime dei malviventi e della concorrenza sleale di San Marino"

Solo il 3,9% del costo della benzina va in tasca al gestore dell'area di rifornimento che deve fare i conti con la criminalità e i prezzi ribassati sul Titano

Sono inffuriati i benzinai della provincia di Rimini che, in un comunicato stampa diramato da Confesercenti, denunciano una serie di problematiche della loro categoria. "Con il petrolio oramai sotto i 30 $, il costo della benzina alla pompa è si diminuito ma non nella maniera che gli utenti si aspettavano - sttolineano. - Questo perchè allo Stato, in virtù delle  accise, tasse, iva eccetera, va circa  il  78% del costo alla pompa di 1 litro di benzina, solo il 3,9% va in tasca al benzinaio ed il resto alle compagnie petrolifere, ma se il costo delle benzine cala o cresce la percentuale del benzinaio rimane la stessa, e paradossalmente se togliessimo le percentuali delle compagnie e dei gestori, quindi  senza costi di raffinazione, trasporto e distribuzione, la benzina costerebbe ugualmente circa un 1 euro al litro".

"Dall'ormai lontano 2007, inizio della crisi nel nostro Paese - proseguoeno - i consumi di carburante si sono quasi dimezzati (-39 – 45%) e per chi vive di questo mestiere è stato devastante, parimenti ad altri settori del tessuto economico della nostra realtà. Queste parole, palesano la crisi economica, che attanaglia anche  il benzinaio, che molto spesso viene definito, un opportunista approfittatore dalla opinione pubblica, quando il prezzo della benzina sale, viene fortemente vessato dallo Stato di cui ne è per suo conto esattore, che per dodici ore al giorno, con ogni tipo di tempo è sul piazzale con il sorriso sulle labbra, sempre e comunque, sorriso a volte spezzato da un atto di violenza del balordo di turno che vuole rubare l'incasso della giornata o facendo razzie nei piazzali attraverso spaccate di accettatori self-service delle benzine e dei lavaggi, piuttosto che distributori automatici di merendine bevande e sigarette, mentre alcune meretrici, sotto quelle pensiline, attendono di vendere il proprio corpo. Tutto questo ha portato e porta, ad una ulteriore contrazione economica.

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"Quello che poi fa aumentare la nostra rabbia - concludono - è la concorrenza sleale incontrollabile, ci riferiamo soprattutto a quel distributore ubicato nella Repubblica di San Marino a qualche chilometro dal confine, in località Fiorina. Vige un trattato bilaterale fra i due Stati fondato su un patto di non concorrenza da parte della Repubblica di San Marino in quanto i carburanti vengono forniti dall'Italia; chiaramente un differenziale tollerato esiste in virtù del fatto che  le accise e l'Iva nel Titano sono più basse. Vogliamo unirci alle istanze degli altri benzinai sammarinesi che vivono sulla loro pelle questa incredibile situazione. Incredibile perché il costo del gasolio alla pompa, in quel distributore è oltre il sottocosto, è più basso del costo reale del prodotto finito. Sappiamo che l'organo di controllo sammarinese ha più volte richiamato il gestore ma questa corsa al ribasso continua. Siamo altresì consapevoli che non possiamo interferire sulle dinamiche di uno Stato sovrano, ma, siccome il prodotto viene dall'Italia, chiediamo alla Guardia di Finanza, nel limite delle loro possibilità, di controllare, chiaramente su suolo italiano,  i documenti dei camion-cisterna che riforniscono il distributore suddetto. Non vogliamo fare le vittime e non chiediamo nulla, vogliamo solamente, una volta per tutte far capire, alla opinione pubblica,  che la nostra categoria è in forte sofferenza, così, come tutte le altre".

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