Il coronavirus travolge il lavoro: a pagare il prezzo più alto le donne e il settore dei servizi

Quasi il 97% delle richieste di cassa integrazione in deroga causa Covid ha riguardato i servizi, a partire dal commercio

A pagare il prezzo più alto in Emilia-Romagna sono stati i servizi, e in particolare le lavoratrici donne. Quasi il 97% delle richieste di cassa integrazione in deroga causa Covid ha infatti riguardato il settore dei servizi, a partire dal commercio. Circa 32.000 le aziende produttive coinvolte, 27 milioni le ore perse, mentre i lavoratori che hanno dovuto far ricorso all'ammortizzatore sono quasi 96.000, in stragrande maggioranza operai e impiegati (rispettivamente 48,2% e 43,1%), soprattutto donne (61,8%). È il quadro, aggiornato all'8 maggio, che emerge dalle domande presentate all'Inps dalla Regione, illustrato giovedì in conferenza stampa dall'assessore al Lavoro Vincenzo Colla. Dei 95.57 lavoratori interessati dalle domande finora autorizzate, la maggioranza è rappresentata da donne (61,8%) e lavoratori italiani (85,4%). A livello di qualifiche professionali, il 48,2% dei lavoratori sono operai e il 43,1% impiegati. La quota restante è composta da apprendisti (7,9%) e da quadri (0,7%). Appartiene al terziario la quota preponderante di datori di Lavoro a cui sono state autorizzate le domande di cassa in deroga: rappresentano ben il 96,8% delle unita' produttive, il 96,4% di lavoratori e il 96,3% di ore autorizzate. La quota restane è distribuita tra l'industria (il 2% di lavoratori e il 2,2% di ore), le costruzioni (lo 0,8% di lavoratori e lo 0,9% di ore) e l'agricoltura, silvicoltura e pesca (lo 0,8% di lavoratori e lo 0,6% di ore). Nell'ambito dei servizi, il commercio al dettaglio e all'ingrosso concentra il 30,5% di unità produttive, con il 33,0% di lavoratori e una quota relativamente superiore di ore autorizzate (38,5%).

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Seguono i servizi di alloggio e di ristorazione (con il 26,8% di unità produttive, a cui corrisponde il 29,3% di lavoratori coinvolti e il 23,1% di ore autorizzate), le attività professionali, scientifiche e tecniche (con il 10,1% di unità produttive, il 7,4% di lavoratori e l'8,4% di ore) e la sanità e assistenza sociale privata (con l'8,5% di unità produttive, il 6,1% sia di lavoratori sia di ore). A livello provinciale, la città metropolitana di Bologna concentra la quota maggiore di domande di cassa in deroga, sia considerando tutte quelle presentate sia le sole autorizzate, che corrispondo al 24,4% del totale regionale in termini di unità produttive, al 26,5% in termini di lavoratori coinvolti e al 27,4% in termini di ore di lavoro. Segue la provincia di Modena (attorno al 15% per le tre variabili) e quelle di Reggio Emilia e Rimini (entrambe attorno al 10,0%). L'87,8% dei datori di lavoro che hanno presentato una domanda ha fino a cinque dipendenti, quota che sale all'88,7% se si considerano quelle autorizzate. 

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