Cronaca

Di una 19enne scomparsa da mesi il cadavere mummificato di Santarcangelo

Identificato il corpo ritrovato in un container presso lo scalo ferroviario della città clementina

E' stato grazie alle impronte digitali che, gli inquirenti, sono riusciti ad identificare il cadavere mummificato ritrovato, lo scorso 25 ottobre in un container adibito ad uffici lasciato nello scalo ferroviario di Santarcangelo. Il corpo senza vita è quello di MariaPia Galanti, 19enne di Cattolica, che dallo scorso settembre aveva fatto perdere le sue tracce. A causa delle pietose condizioni in cui è stato trovato il cadavere, e l'assenza di elementi utili per poter dare un nome ai poveri resti, è stato necessario prelevare le impronte digitali per essere sicuri dell'identità. La scomparsa della giovane, nei giorni scorsi, era stata anche trattata dalla trasmissione televisiva "Chi l'ha visto?". La 19enne cattolichina, in passato, aveva avuto dei problemi con la giustizia a causa del suo comportamento ribelle. Lo scorso gennaio, infatti, era stata arrestata per maltrattamenti nei confronti dei genitori.

Una vicenda spinosa iniziata nel periodo estivo, quando la giovane era ancora minorenne, dovuta a una serie di tensioni famigliari. La giovane, che aveva smesso di studiare e aiutava saltuariamente il padre venditore ambulante, non riconosceva più l'autorità dei genitori dando il via a delle scenate tremende fatte di urla, insulti e botte reciproche alle quali assistevano anche le due sorelline più piccole e per le quali era già stata interrogata dal Tribunale dei Minori. Diventata maggiorenne nel corso dell'estate, la giovane ha proseguito nelle sue scenate e, nel corso di una collutazione coi genitori, era stata proprio lei a rimanere ferita tanto da dover ricorrere ad alcuni punti di sutura alla testa.

Secondo quanto emerso, la ragazzina faceva uso di sostanze stupefacenti e, sempre più spesso, si allontanava da casa senza dare notizie ai famigliari. L'ultimo contatto con i genitori risale al 4 settembre quando, nel corso di una telefonata, li aveva rassicurati sulle sue condizioni. A causa della sua tossicodipendenza, la 19enne in più occasioni era ricorsa al pronto soccorso dove, sostenendo di essere epilettica, aveva richiesto dei farmaci contro la malattia. Dalle indagini, inoltre, sembra che la 19enne si prostituisse nella zona di piazzale Gondar, a Bellariva, per ragaranellare il denaro necessario ad acquistare le dosi da un gruppo di marocchini. E proprio un marocchino è stato il suo ultimo ragazzo con il quale, però, sarebbe stata vista litigare animatamente pochi giorni prima del decesso.

Alcune testimonianza parlano di come il nordafricano, regolare in Italia e dipendente di un'azienda cesenate, fosse geloso della Galanti ma, a suo dire, la loro relazione si era interrotta prima della morte della ragazzina. Lo straniero, però, dopo aver contribuito ad identificare i poveri resti della giovane, è sparito dalla circolazione e, secondo le indiscrezioni, sarebbe tornato in Marocco. Una vicenda ancora intricata anche perchè, al momento, la causa della morte non è stata chiarita dall'autopsia effettuata dal medico legale, il quale ha però escluso un decesso violento. Sarà necessario attendere gli esiti degli esami tossicologici per capire se la morte è dovuta a una overdose di stupefacenti.

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