Blitz in un centro massaggi cinesi: coniugi in manette per sfruttamento della prostituzione

Due arresti per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e sequestro dell'immobile. E' il primo bilancio dell'operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Rimini

Foto di archivio (credit tm news infophoto)

Due arresti per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e sequestro preventivo dell'immobile dal valore di 300mila euro. E' il primo bilancio dell'operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Rimini in corso dalla prima mattinata di martedì nei confronti di una coppia di coniugi cinesi, gestori di un centro massaggi. L'attività, coordinata dalla procuratore Paolo Gengarelli, è stata ribattezzata 'China's Wonderland' ed ha permesso di rilevare delle presunte irregolarità anche dal punto di vista fiscale.

Secondo quanto appurato dagli investigatori, l'uomo, 43 anni, sarebbe il gestore dell’attività illegale, mentre la moglie - 41enne - la maitresse.  Nel 2007 la donna era già finita nei guai per reati riguardanti l'immigrazione clandestina. L'attività, aperta circa un paio di anni fa, aveva un discreto giro di clienti, sia riminesi che di province vicine. Il lavoro degli inquirenti è partito dal monitoraggio di un insolito viavai di uomini nelle vicinanze dell’attività commerciale e dalla scarsa emissione di documenti fiscali. I finanzieri, inoltre, hanno notato che il centro era frequentatissimo, ma soltanto da uomini. Le due stanze del centro erano sempre piene. Le intercettazioni video-ambientali hanno consentito agli acquirenti di verificare presunti rapporti sessuali anche completi. 

Secondo quanto appurato, molti clienti pretendevano direttamente la prestazione sessuale, altri chiedevano prima il massaggio. In alcuni casi, specie coi clienti nuovi, erano le stesse ragazze (tutte maggiorenni) che chiedevano se al termine era gradita la prestazione extra.  Ma è sul giro di affari creato dal centro che si concentreranno ulteriori indagini delle Fiamme Gialle. Per ogni prestazione i clienti pagavano tariffe variabili dai 50 ai 100 euro. Durante la perquisizione effettuata martedì mattina, gli uomini della compagnia di Rimini della Guardia di finanza, hanno sequestrato una busta con 33mila euro. Sopra c'era un biglietto con scritto 'mese di luglio'.

Per gli investigatori il marito reclutava e regolarizzva le prostitute, mentre la moglie curava i rapporti con le ragazze, gestiva i clienti e curava il volume degli affari.  Nei mesi invernali il movimento era pure maggiore e quindi la Finanza sospetta che gli incassi dei mesi scorsi siano stati più consistenti; ritiene inoltre che più del 50% venisse percepito in nero, senza il rilascio della ricevuta. Nel sequestro sono stati acquisiti anche documenti bancari, alcuni dei quali di banche di San Marino.

Inoltre gli inquirenti cercheranno di capire se i coniugi cinesi si fossero appoggiati su altri connazionali o su "complici" italiani per avviare la loro attività. Le ordinanze di custodia cautelare (in carcere per l'uomo, ai domiciliari per la donna) - oltre al provvedimento di sequestro - sono state firmate dal gip Stefania Di Rienzo. Il centro, un immobile del valore di 300mila euro, per il quale i cinesi pagavano mille euro di affitto al mese, è riconducibile a una società il cui rappresentante legale è riminese. Non è stato provato alcun coinvolgimento di quest'ultimo.

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