Centro sociale occupa palazzina, pomeriggio di tensione in via Dario Campana

Gli attivisti sono entrati nello stabile abbandonato dell'ex Enel da do il via a un lungo braccio di ferro con il proprietario e le forze dell'ordine

Un lungo braccio di ferro, iniziato nel pomeriggio di mercoledì, tra gli attivisti di Casa Madiba, le forze dell'ordine e il proprietario della palazzina ex Enel di via Dario Campana. Tutto è iniziato verso le 16 quando, uno dei proprietari della struttura, si è accorto che degli estranei avevano forzato il lucchetto del cancello e le porte di accesso per entrare nello stabile abbandonato. E' stato chiesto l'intervento delle forze dell'ordine e, sul posto, sono intervenute due pattuglie dei carabinieri, una della polizia Municipale e una della polizia di Stato. La situazione si è subito fatta tesa anche perchè, tra il proprietario e gli occupanti, sono volate parole grosse e qualche spintone. In tutto, all'interno delle stanze, erano presenti una quindicina di attivisti tra cui alcuni stranieri e due minorenni, uno dei quali di pochi mesi. Le forze dell'ordine hanno identificato tutti gli occupanti che, nonostante gli inviti ad andarsene, hanno continuato a rimanere nello stabile.

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In via Dario Campana è intervenuta anche la Digos e un primo tentativo di farli allontanare è stato vano. Della situazione sono stati informati anche i servizi sociali, per la presenza dei minori, ma non ci sono stati ulteriori sviluppi. In un comunicato stampa, gli attivisti di Casa Madiba hanno spiegato che "l'edificio liberato ex Enel diverrà una casa per dieci persone, tra famiglie e singoli, le quali rappresentano solo una parte di coloro che, negli ultimi mesi, si sono rivolte allo sportello per il diritto di all'abitare di Adl Cobas trovandosi a vivere in una situazione di grave disagio abitativo".
 

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