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Cronaca

Rimini città "green", è ai vertici in Italia per rispetto dell'ambiente e accesso ai bandi Pnrr

La Città di Rimini si scopre ai vertici della classifica tra i comuni più virtuosi rispetto agli acquisti verdi e i Cam (Criteri Ambientali Minimi), la cui adozione è prerequisito per concorrere ai bandi del Pnrr

La Città di Rimini si scopre ai vertici della classifica tra i comuni più virtuosi rispetto agli acquisti verdi e i Cam (Criteri Ambientali Minimi), la cui adozione è prerequisito essenziale per concorrere ai bandi del Pnrr. E’ quanto emerso alla XVI edizione del Forum Compraverde Buygreen 2022, due giornate organizzate a Palazzo WeGil in largo Ascianghi a Roma: secondo i dati del quinto rapporto “I numeri del Green Public Procurement in Italia” dell’Osservatorio Appalti Verdi, nato dalla collaborazione di Legambiente e Fondazione Ecosistemi, in partnership con Assosistema, Novamont, Università degli Studi di Padova, AdLaw Avvocati Amministrativisti e Federparchi la città di Rimini non sta così male.

La classifica

Il tema degli acquisti verdi riguarda più in generale tutto il mondo delle imprese in un'ottica di economia circolare ed efficientamento dei processi. Una spinta in avanti è arrivata con l'introduzione del Dnsh (Do no significant harm), principio in base al quale gli interventi previsti dal Pnrr non dovranno arrecare un danno significativo all'ambiente. Nel complesso, sono 35 i Comuni che registrano un tasso di attuazione dei Cam superiore all'80%, 18 quelli che raggiungono il 100%, ovvero più del doppio rispetto allo scorso anno: Belluno, Bolzano, Brescia, Chieti, Cuneo, Ferrara, Forlì, Imperia, Latina, Mantova, Modena, Monza, Padova, Pavia, Pordenone, Rimini, Savona e Trento.

Tenuto conto di tutti i fattori che concorrono a formare l'indicatore complessivo, il capoluogo più performante risulta Torino. Entrando nello specifico, il 98% delle amministrazioni coinvolte è a conoscenza del Gpp, in crescita rispetto allo scorso anno. I criteri ambientali più applicati sono quelli relativi all'acquisto di stampanti, di carta in risme e sui servizi di pulizia, quelli meno applicati riguardano invece l'edilizia (il 37,8%, dato in peggioramento rispetto allo scorso anno), i prodotti tessili (il 37%), l'acquisto di calzature e accessori in pelle (il 34,7%). Tra le maggiori criticità che i capoluoghi riscontrano nell'applicazione dei Cam, al primo posto figurano la mancanza di formazione (46%), seguita dalle difficoltà nella stesura dei bandi (41%) e dalla mancanza di imprese (25%) dotate dei requisiti per la partecipazione a bandi che hanno integrato i Cam.

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