Dopo 10 anni condannata la tenutaria del bordello cinese di via Pascoli

Il Drome venne messo sotto sigilli dalla polizia Municipale in seguito all'operazione "Lanterne Rosse" del giugno 2003.

Si è concluso dopo oltre 10 anni il processo che vedeva imputata per favoreggiamento della prostituzione una cinese 46enne accusata, nel giugno del 2003, di aver aperto un locale in via Pascoli dove si vendevano alcune ragazze connazionali. La donna, difesa dall'avvocato Maurizio Ghinelli, è stata condannata a 2 anni e 2 mesi di reclusione, 4 anni e 2 mesi quelli chiesti dal pubblico ministero. Pena che è già passata sotto indulto. La 46enne era implicata nell'operazione della polizia Municipale chiamata "Lanterne Rosse" iniziata nel 1999 e che, dopo oltre due anni di indagini, appostamenti e controlli, aveva messo sotto sequestro il Drome, un pub di via Pascoli, che nascondeva in realtà una casa di appuntamenti gestita dalla donna. All'epoca la 46enne era stata arrestata con l'accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e occupazione alle proprie dipendenze di cittadini extracomunitari privi del permesso di soggiorno. Secondo l'accusa, la donna gestiva il locale, dove esercitavano dieci ragazze cinesi, che avevano il compito di intrattenere la clientela: le tariffe variavano da 50 a 150 euro. Il 60 % andava alla tenutaria, il 40% alle ragazze. Nel 2003 finì nel mirino degli inquirenti anche il marito della 46enne che, oggi, è stato assolto per insufficienza di prove.

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