"Le imprese riminesi non sono ancora fuori dal tunnel della crisi"

Non sono incoraggianti i dati dell'Indagine Congiunturale sulla situazione economica della provincia di Rimini effettuata dall'Ufficio Economico di Confindustria Rimini e relativa ai dati consuntivi del primo semestre 2013

La congiuntura è ancora negativa e le imprese del territorio non sono ancora fuori dal tunnel. La situazione dell’economia del territorio rimane difficile sebbene ci siano alcuni segnali, tutti da confermare nei prossimi mesi, che fanno pensare che la caduta si sia fermata.  Non sono incoraggianti i dati dell'Indagine Congiunturale sulla situazione economica della provincia di Rimini effettuata dall’Ufficio Economico di Confindustria Rimini e relativa ai dati consuntivi del primo semestre 2013 e alle previsioni del secondo semestre 2013. In particolare perché appunto i timidi segnali di ripresa del primo semestre sono in attesa di confermeA dimostrarlo, ad esempio, il dato sul fatturato estero e gli ordini esteri che nel pieno della crisi avevano contribuito in maniera determinante a non fare sprofondare tutti gli indicatori. Invece oggi, specie nelle previsioni, manifestano un rallentamento preoccupante.

Nel complesso, rileva il Centro Studi di Confindustria, pur con una distanza dai picchi pre-crisi del 2008 molto rilevante (PIL -8,9%), esistono, a livello macro, dei fattori che nonostante tutto inducono alla speranza: consolidamento della ripresa globale, pagamento dei debiti alle imprese, riduzione del costo delle materie prime. Viceversa però permangono altri elementi di criticità: perdita di competitività, credito scarso, alta disoccupazione, debolezza dell’edilizia. In particolare per le imprese del territorio il tema dell’accesso al credito continua ad essere critico: dai dati di Banca d’Italia, riferiti alla Provincia di Rimini, risulta infatti che a giugno 2013 gli impieghi delle banche alle imprese private sono diminuiti di 708,67 milioni di euro su base annua (-11,90%) e di 134,43 milioni di euro rispetto a maggio 2013 (-2,5%).

Anche l’Indagine che Confindustria Rimini svolge periodicamente fra i propri associati conferma questo trend: l’82,86% del campione ritiene sia in atto un razionamento del credito. Il 20% si è visto negare nuovi affidamenti, il 20% li ha ottenuti e il 60% non ha richiesto affidamenti. Il 10,81% del campione ha avuto richieste di rientro. Oltre a essere selettivo il credito è anche molto costoso: il 72,22% delle imprese ha registrato un aumento degli spread e, di conseguenza, dei tassi di interesse. Infine, altro dato negativo, i tempi di delibera per la concessione dei fidi si stanno allungando  per il 66,67% delle aziende.

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