Contadina violentata mentre raccoglie la verdura in un campo del riminese

Condannato a 4 anni di reclusione un marocchno 36enne che, dopo continue allusioni di natura sessuale, ha approfittato della donna mentre stava lavorando in un appezzamento di terra. Nei guai anche la moglie del violentatore che ha minacciato la vittima con un coltello

Si è concluso con una condanna a 4 anni di reclusione il processo che vedeva imputato di violenza sessuale e stalking un marocchino 36enne che, per l'accusa, aveva violentato una collega di lavoro nel 2012. La vittima, una polacca 28enne, era arrivata nel riminese per lavorare nelle campagne come bracciante agricola ed era stata assunta da un imprenditore che aveva alcuni appezzamenti di terra. La ragazza, in breve tempo, era diventata la persona di fiducia del proprietario dell'azienda agricola e aveva iniziato a lavorare insieme a un marocchino 36enne che, insieme alla moglie, faceva il bracciante. Il nordafricano si era invaghito alla follia della 28enne tanto che, dopo solo un mese che si conoscevano, aveva iniziato a rivolgere le sue attenzioni morbose sulla polacca. Ogni giorno, secondo quanto testimoniato dalla vittima, il 36enne le rivolgeva pesanti apprezzamenti e continui inviti a fare sesso nonostante i continui dinieghi della ragazza. Alle offerte di natura sessuale, inoltre, hanno iniziato a piovere anche le minacce con il marocchino che, per intimidirla, le prometteva di far arrivare altri suoi connazionali che l'avrebbero violentata. Una situazione ogni giorno più pesante, tanto da dover ricorrere alle cure mediche e che aveva fatto maturare nell'animo della ragazza il proposito di licenziarsi.

Purtroppo, prima che la donna decidesse di lasciare il propri posto di lavoro, il 36enne ha approfittato di lei mentre si trovavano insieme in un campo a raccogliere la verdura toccandole ripetutamente i seni e le parti intime. Terrorizzata, la polacca stava per raccontare tutto al proprietario dell'azienda agricola quando la moglie del marocchino, una connazionale 27enne, convinta dall'uomo che fosse stata la polacca a irretirlo e a provocarlo, ha affrontato la ragazza puntandole un coltello allo stomaco minacciandola di ucciderlo. Vista ormai la situazione, la ragazza polacca decide di raccontare tutto al titolare, che licenzia la coppia di marocchini, e alle forze dell'ordine. Oltre al 36enne, anche la moglie del nordafricano è stata condannata a 6 mesi per le minacce aggravate dall'uso del coltello.

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