Corvi e veleni in Questura: indagati ex Questore, ex funzionario e un ispettore

L'inchiesta partita da una lettera anonima dove si faceva riferimento a un controllo poco ortodosso fatto a due prostitute

Sono indagati a vario titolo con le accuse di omissione e abuso di atti d'ufficio e minacce due alti funzionari della polizia di Stato e un ispettore. A far partire l'inchiesta è stata una lettera anonima, arrivata sul tavolo dell'atturale Questore Maurizio Improta, nella quale si faceva riferimento a un controllo poco ortodosso da parte dell'ispettore, all'epoca in forza alla squadra Mobile e non in servizio quella notte, a due lucciole romene. La sera del 31 maggio 2014, secondo quanto raccontato dalle prostitute, il poliziotto in preda ai fumi dell'alcol le avrebbe avvicinate insieme a degli amici mentre si trovavano in viale regina Margherita. Dopo aver chiesto loro i documenti, sarebbero aprtiti gli insulti e, quando una lucciola spaventata ha cercato di chiamare le forze dell'ordine, l'ispettore le ha strappato il cellulare di mano per poi qualificarsi come agente della polizia di Stato rassicurando chi si trovava all'altro capo del telefono di stare effettuando un normale controllo. Terminato il tutto, l'ispettore si era poi allontanato con gli amici ma, sul posto, era poi arrivata una Volante con le lucciole che avevano raccontato la scena agli agenti.

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La relazione di quanto accadde quella notte arrivò sul tavolo dell'allora dirigente della squadra Mobile il quale, secondo le accuse, avrebbe insabbiato l'intera vicenda della quale era a conoscenza anche il Questore Terribile. Ed è proprio la copia di quella relazione, arrivata in forma anonima all'attuale dirigente della Questura riminese, che ha fatto partire l'inchiesta. Ci sono, comunque, una serie di punti decisamente poco chiari nel racconto delle prostitute che, ascoltate per incidente probatorio, hanno fatto emergere una storia fitta di imprecisioni e contraddizioni. Gli indagati, anche loro già ascoltati dalla Procura, hanno respinto ogni addebito sostenendo la bontà del loro operato.

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