Agente ausiliare "corrotto": false prove per incastrare un uomo

La Guardia di Finanza ha arrestato un agente di polizia in servizio non operativo della Questura di Rimini e denunciato due gendarmi di San Marino nell'ambito dell'inchiesta 'Criminal Minds'

La Guardia di Finanza ha arrestato un agente di polizia in servizio non operativo della Questura di Rimini e denunciato due gendarmi di San Marino nell'ambito dell'inchiesta 'Criminal Minds', iniziata nel 2011 dal nucleo tributario delle Fiamme Gialle L'inchiesta aveva portato a denunce e arresti per 30 persone. Agli arresti domiciliari è finito un poliziotto di 49 anni con accuse che vanno dalla corruzione, a falso in atto pubblico, detenzione di droga e calunnia.

Secondo le indagini, coordinate dai sostituti procuratori Davide Ercolani e Luca Bertuzzi, il poliziotto sarebbe stato pagato da un investigatore privato di San Marino, per pedinare e raccogliere informazioni, attraverso la banca dati della polizia, sull'ex marito di una cittadina sammarinese. Sempre secondo le ipotesi dell'accusa, sulla base delle false segnalazioni di pg l'ex marito della sammarinese fu fermato sulla Consolare di San Marino durante un controllo perché ritenuto uno spacciatore di eroina.

I fatti risalgono al 2008 e nell'auto furono trovati dosi di droga. Sostanza che sarebbe stata procurata dal poliziotto. Per il lavoro svolto per l'investigatore privato, arrestato già a suo tempo per calunnia e corruzione di un finanziere sempre nell'ambito di Criminal Minds, il poliziotto avrebbe percepito direttamente su un conto sammarinese novemila euro.

I due gendarmi sammarinesi, indagati per calunnia, avrebbero fornito segnalazioni false alla polizia riminese sul presunto spacciatore poi fermato sulla Consolare di San Marino. Grazie alla collaborazione con la magistratura sammarinese sono state già eseguite alcune perquisizioni su rogatoria, sia domiciliari che presso le stazioni della gendarmeria dove erano in servizio i due militari sammarinesi indagati.

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