Fa curare il gatto a spese del Comune, a processo per truffa aggravata

Rischia fino a 2 anni di carcere la proprietaria di una gattina che aveva escogitato un modo per non dover pagare le cure del veterinario

E' a processo per truffa aggravata ai danni dello Stato una 45enne della Valconca, difesa dall'avvocato Piero Venturi, che aveva escogitato un efficace modo per non dover pagare le cure del veterinario. La vicenda risale all'autunno del 2010 quando la donna, moglie di un facoltoso albergatore, diviene la proprietaria di una gattina la quale, purtroppo, rimane vittima di un incidente spezzandosi una zampetta. Disperata, la 45enne si rivolge a un veterinario del posto il quale, dopo aver visitato la gatta ed effettuato una serie di lastre, sentenzia che la bestiola deve essere operata e che l'operazione ha un costo di 800 euro. Una cifra considerevole per la donna la quale, tuttavia, mette in atto uno stratagemma per evitare di pagare la salata operazione. La 45enne, infatti, chiama la polizia Municipale della Valconca raccontando agli agenti che, davanti alla sua abitazione, è stato appena investito da un'auto pirata un gatto randagio il quale ha urgente bisogno di essere curato.

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Il personale della Municipale inizia così ad attivare le procedure del caso contattando il servizio veterinario del Comune il quale, come da prassi, prende in carico la presunta randagia. La gattina viene quindi operata nel canile comunale e la parcella del veterinario, 350 euro, viene saldata dalle casse comunali. Dopo pochi giorni, però, il veterinario privato incontra la donna e le chiede cosa ha deciso per l'operazione della sua gattina. La risposta della 45enne è che si è rivolta a un altro professionista il quale, per molto meno, ha operato il felino. Una storia che non convince il professionista il quale, in proprio, si mette alla caccia di chi ha effettuato l'operazione scoprendo che la gattina era stata curata a spese del Comune facendo così partire una denuncia per truffa. L'udienza è stata aggiornata al prossimo 7 luglio quando, sul banco dei testimoni, dovrà salire il veterinario del canile. 

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