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Rifiuti pericolosi in un terreno della Curia, scattano i sigilli

La Diocesi fa sapere di aver appreso della presenza di materiale abbandonato solo in seguito al sopralluogo da parte delle forze dell'ordine

Un'area di circa 8mila metri quadrati, di proprietà della Curia di Rimini, in via Lotti di Viserba, è stata sequestrata dai militari della Sezione aerea della Guardia di Finanza di Rimini e agenti della Polizia municipale per la presenza di rifiuti pericolosi. Si tratta di un campo incolto adiacente ai binari della ferrovia. La Diocesi fa sapere di aver appreso della presenza di materiale abbandonato solo in seguito al sopralluogo da parte delle forze dell'ordine.

Il campo  non è affittato, non è usato, né recintato ed è di facile accesso per chiunque. Durante un volo di ricognizione i piloti del Reparto Aeronavale avevano avvistato, poi confermato dal successivo intervento congiunto a terra, rifiuti di ogni genere, anche pericolosi, quali lastre di cemento di amianto (eternit), taniche e fusti contenenti combustibili, e inoltre televisori, frigoriferi, pneumatici e innumerevoli contenitori in plastica. L'intera campionatura dei rifiuti è stata rilevata dai tecnici dell'Arpa intervenuti nel corso del sequestro. Sono in corso indagini per stabilire con precisione il responsabile, proprietario o rappresentante legale.

Per il momento la Procura di Rimini ha aperto un fascicolo contro ignoti. Le indagini tenderanno a capire chi ha lasciato i rifiuti in zona e chi sono i responsabili per la Curia dell'area, visto che ogni area del patrimonio ne ha uno. La Curia si è affidata all'avvocato Maurizio Ghinelli. "Le Ipotesi di reato per le quali si indaga vanno da attività di gestione di rifiuti non autorizzata, (sanzionato dall'art. 256 c.1 del D.L.vo 152/2006) - si legge in una nota del Roan - in considerazione della consistente quantità di rifiuti speciali e speciali pericolosi descritti, getto pericoloso di cose (in violazione dell'art. 674 c.p) in quanto la parte non ha posto in essere le necessarie misure previste dalla normativa vigente per la cessazione e riduzione delle emissioni inquinanti".

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