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Doppio sgombero per 'Casa Madiba', con un blitz le forze dell'ordine mostrano i muscoli

L'ex palazzina dei vigili del fuoco e lo stabile dell'ex Enel sgomberati dagli occupanti dei centri sociali. Momenti di tensione in via Dario Campana

Giornata di tensione in via Dario Campana dove, con un doppio blitz delle forze dell'ordine, sono stati sgomberati gli stabili occupati dagli esponenti del centro sociale riminese Paz. La mattinata è iniziata verso le 9.30 quando, in quella che era stata ribattezzata 'Casa Madiba', sono arrivati un centinaio di agenti tra polizia di Stato, Municipale e carabinieri che hanno circondato l'ex palazzina dei vigili del fuoco occupata nel dicembre del 2013. Dopo aver sfondato la porta del primo piano, adibito a dormitorio, le divise hanno iniziato lo sgombero delle masserizie e degli effetti personali di quanti dormivano nella struttura caricandole su camion. Di pari passo, al pian terreno che ospita anche parte degli archivi comunali, è stato sgomberato anche il 'circolo' allestito dai centri sociali: una discoteca in piena regola, con tanto di impianto audio e luci, nella quale funzionava un vero e proprio bar senza alcun tipo di licenza. Oltre al preziario, bottiglie di alcolici e superalcolici e preziario ben in vista per le consumazioni. Curiosamente, vicino a un cartello che inneggiava alla produzione della cannabis è stato trovato un vasetto pieno di semi di marijuana.

A metà mattinata, tuttavia, la voce dello sgombero è arrivata anche agli occupanti che si sono precipitati in una via Dario Campana chiusa e presidiata da polizia e carabinieri in tenuta antisommossa. E' così iniziato un lungo braccio di ferro tra il gruppo di 'Casa Madiba' e le forze dell'ordine. Sul posto è arrivata anche l'assessore ai Servizi Sociali, Sara Visintin, che ha cercato di fare da intemediaria tra il gruppo degli ex occupanti tanto che, nella lunga mattinata, si è anche arrivato a parlare di una vera e propria trattativa. Il camion pieno del materiale ritrovato all'interno della struttura occupata, infatti, è stato bloccato all'interno del cortile dai manifestanti che si sono piazzati in mezzo alla strada per non farlo uscire. La proposta sul tavolo sarebbe stata quella di dare comunque seguito allo sgombero ma, agli occupanti, sarebbe stato restituito il materiale finito sotto sequestro tra cui, anche, l'impianto audio e le consolle ritrovate nel 'circolo' abusivo.

Una situazione di stallo che si è prolungata fino a quando, verso le 14.30, un colpo di mano delle forze dell'ordine ha permesso di uscire dall'impasse. Il camion con le masserizie sequestrate è stato fatto uscire da una via laterale e, mentre i manifestanti erano distratti da questo evento, polizia e carabinieri in tenuta antisommossa hanno circondato anche la palazzina dell'ex Enel poco distante e occupata, sempre dal centro sociale, lo scorso 13 maggio quando era stata ribatezzata 'Villa Florentina ed Eva'. All'interno dello stabile, questa volta di proprietà di un privato, vivevano degli extracomunitari e secondo 'Casa Madiba', allo scorso 18 maggio erano ospitate 12 persone mentre, oggi parlavano di 5. Un secondo blitz che ha lasciato completamente spiazzati i ragazzi del centro sociale i quali, appena si sono resi conto di quanto stava accadendo, si sono precipitati all'ingresso della palazzina ma sono stati bloccati dagli scudi delle forze dell'ordine. E' così iniziato il secondo sgombero della giornata. L'operazine di 'Villa Florentina ed Eva', diversamente da 'Casa Madiba' sequestrata dall'autorità giudiziaria e poi restituita al Comune di Rimini, è stata un intervento di ordine pubblico, condotta congiuntamente da carabinieri e polizia previa comunicazione in Procura.

Nel tardo pomeriggio, una volta terminato anche lo sgombero di 'Villa Florentina ed Eva', la protesta degli appartenenti di 'Casa Madiba' si è spostata in centro storico. Dopo un corteo lungo via Dario Campana, i manifestanti hanno fatto irruzione in piazza Cavour prendendo di mira palazzo Garampi. La polizia, in tenuta antisommossa, ha presidiato l'ingresso del palazzo comunale mentre, dalla piazza, sono arrivate una serie di invettive contro il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, che si trovava all'interno. I manifestanti, facendosi scudo con un materasso, hanno tentato di forzare il cordone delle forze dell'ordine le quali, per resistere all'attacco, hanno effettuato una carica di alleggerimento facendo volare qualche manganellata.

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