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foto di repertorio (credit tm news infophoto)

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Estorsioni e riciclaggio, il cuore della Camorra pulsa nella Riviera Romagnola: 21 indagati

Gli uomini dell'Arma hanno eseguito alle prime luci dell'alba di lunedì 21 ordinanze di custodia cautelare, venti delle quali in carcere o ai domiciliari. Inoltre sono stati sequestrati beni per milioni di euro

Pulsa il cuore della Camorra nella Riviera Romagna. "Mirror", un'indagine condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Rimini, ha permesso di sgominare un'organizzazione dedita al riciclaggio del denaro proveniente da estorsioni e rapine. Gli uomini dell'Arma hanno eseguito alle prime luci dell'alba di lunedì 21 ordinanze di custodia cautelare, venti delle quali in carcere o ai domiciliari. Inoltre sono stati sequestrati beni per milioni di euro.

Si tratta di due night club, che si trovavano nei centri di Rimini e Riccione, un bar, sette auto, tre moto, cassette di sicurezza, depositi e conti correnti che fanno capo agli indagati. Secondo quanto accertato dall'accusa, il riciclaggio del denaro avveniva attraverso l'intestazione fittizia di 18 società. L'organizzazione le affidava facendo ricorso a prestanomi. Sono state inoltre accertate numerose estorsioni ai danni di imprenditori della regione. Destinatario di una misura interdittiva della libera professione anche un noto avvocato penalista della zona.

Due gli episodi particolarmente cruenti descritti nelle 500 pagine dell'ordinanza cautelare emessa dal gip riminese, Stefania Di Rienzo. In un primo caso viene descritto il pestaggio di un noto imprenditore di Ravenna del settore informatico, convocato a Rimini per un appuntamento in un centro all'ingrosso. In pieno giorno, l'imprenditore viene prima minacciato e poi pestato a sangue dagli 'spalloni' del capo clan, ossia M.C detto 'zio Mario', al fine di convincerlo a pagare o dare un impiego ad A.N., uno dei riminesi arrestati e a sua volta indebitato con il clan.

L'imprenditore però una volta a Ravenna denuncia tutti. Un altro episodio agli atti degli inquirenti è quello in cui la vittima designata è un pugliese inseguito per un intero pomeriggio e poi picchiato in pieno centro a Cattolica davanti ad un bar e sotto gli occhi di diversi testimoni. Il pugliese doveva essere convinto a non mettere all'incasso un assegno. A fare da 'picchiatori' per 'Zio Mario' c'erano M.R., vicino alla famiglia Licciardi di Secondigliano, G.R e S.Z.

Sono sempre M.R. e gli altri due che ad un certo punto riescono ad aggiudicarsi il 70% della società che gestisce un noto night di Rimini comprandolo dal prestanome di cui si serviva - secondo gli inquirenti - l'ex titolare anche lui arrestato. I carabinieri di Rimini sono arrivati sulle tracce del clan di "zio Mario" a fine 2011, quando a novembre era stato effettuato l'arresto di alcuni soggetti per traffico di droga e di armi.

IL RINGRAZIAMENTO DI GNASSI - “E’ un ringraziamento sentito quello che porgo da parte dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità riminese ai militari dell’Arma dei Carabinieri di Rimini per l’ennesimo colpo inferto questa mattina alla criminalità organizzata - afferma il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi -. L’operazione “Mirror” dimostra per l’ennesima volta che non siamo più al cospetto di semplici “infiltrazioni”, ma di fronte ad un vero tentativo di radicamento nel territorio della malavita, attraverso figure che operano stabilmente nel riminese. Se da un lato cresce la preoccupazione per la gravità con cui questo fenomeno si sta rivelando, allo stesso tempo la brillante operazione portata a termine dai Carabinieri di Rimini rappresenta un segnale importante, forte e chiaro, che l’intera comunità manda all’esterno: abbiamo alzato il livello di guardia a difesa del tessuto sano della nostra economia, fatta di piccoli imprenditori resi fragili da una crisi economica che non dà tregua. Per questo ribadisco l’importanza di fare quadrato – enti locali, forze dell’ordine, Stato – per aggredire con forza e con tutti gli strumenti possibili questo gravissimo fenomeno”.

VITALI - Il presidente della Provincia, Stefano Vitali, cita l’incipit della ‘Relazione sull’andamento della criminalità organizzata nella provincia di Rimini’, consegnato nell’ottobre 2012 all’allora Ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, dalla Prefettura- ufficio territoriale del Governo di Bologna: "Nel territorio provinciale di Rimini, alla ben nota vocazione turistica si accompagna una crescita costante, solo recentemente rallentata, di un tessuto economico, sociale ed urbano complessivamente ancora sano e solido che, in passato, ha reso difficoltoso il radicamento di fenomeni di criminalità organizzata di tipo tradizionale, ma ha recentemente evidenziato indicatori della possibile vulnerabilità del territorio rispetto a fenomeni illegali di infiltrazione criminale. La forte propensione imprenditoriale, in particolar modo nel settore turistico, costituisce un terreno fertile ed un appetibile approdo per interessi malavitosi di gruppi connessi e non alla criminalità organizzata i quali possono ‘approfittare’ della pressoché totale mancanza di associazioni delinquenziali locali e dell’inesistenza di un predominio autoctono nelle attività illecite. ..La riviera romagnola, oltre ad un’elevata capacità ricettiva determinata dalla forte presenza di strutture alberghiere, di residences ed esercizi complementari, registra una florida imprenditoria legata ai luoghi di divertimento e ai locali notturni in genere caratterizzata da frequenti cambi di gestione e/o proprietà, con evidente richiamo per le organizzazioni dedite al traffico di stupefacenti, alla prostituzione ed al gioco d’azzardo (settori nei quali la criminalità straniera si è decisamente incuneata tra quella italiana)".

L'operazione, continua Vitali, è "la riprova che gli ultimi 36 mesi, con il loro continuo rincorrersi di inchieste analoghe, per il nostro territorio sia siano rivelati come una sorta di ‘fine dell’innocenza’. Più di facciata che sostanziale, più struzzesca che razionale: segnali se ne coglievano anche nei decenni precedenti ma si preferiva  circoscriverli al ‘caso isolato’ oppure rifugiarsi nella respinta automatica del ‘qui non esiste’. Più o meno tutti, abbiamo attinto a questo repertorio, autoconsolatorio e illudente. La realtà, acuita da una crisi economica che rende più debole e esposto il tessuto economico, è quella apparsa nella sua gravità negli ultimi 3 anni grazie a indagini mirate e clamorose. Tutte queste tessere vanno a comporre un puzzle preoccupante nel quale la presenza di uomini e famiglie appartenenti alla criminalità organizzata convive con una ‘quotidianità’ locale apparentemente rispettabile e rispettata. E, non mi stupirei di nulla, forse perfino accettata, giustificando la tentazione dell’illecito con l’alternativa della drammatica situazione economica e finanziaria. La fine dell’innocenza è innanzitutto un cedimento dal punto di vista culturale al quale seguono i fatti illeciti, le inchieste, gli arresti, i sequestri, la violenza".

"Nel difficile compito di arginare, tardivamente, tale fenomeno che merita il posto prioritario assieme al lavoro nelle agende locali, spicca l’impulso e il ruolo attivo he la Prefettura di Rimini sta assumendo, sia sul piano preventivo che repressivo - continua il presidente della Provincia -. Da un lato il lavoro di affiancamento e supporto agli Enti riminesi nell’approntare i nuovi strumenti di contrasto (dall’Osservatorio contro la criminalità organizzata, al sistema di controllo societario Rivisual messo a disposizione dalla Camera di Commercio, ai convegni, agli incontri con esponenti nazionali delle forze di polizia), dall’altro il coordinamento delle forze dell’ordine , davvero impegnate e coinvolte nella battaglia contro la filiera che dall’evasione conduce al riciclaggio e quindi alla criminalità organizzata. Dico questo non per piaggeria ma per reintrodurre un tema tutto politico che, sono sicuro, nei prossimi giorni puntualmente tornerà in primo piano: la chiusura delle Province. Lascio perdere i dibattiti sulla capitale dell’eventuale ‘provincione’ o altre facezie simili. Mi limito a focalizzare, prima della nuova ondata di dichiarazioni tra il campanilistico o il disinformato, l’importanza e la strategicità che la Prefettura riveste per il nostro territorio. E siccome so bene che i progetti di legge finora annunciati puntano a riduzioni draconiane su base demografica, inviterei chi ha una qualsiasi responsabilità istituzionale a pensarci più di una volta circa l’ipotesi di cancellare o spostare altrove per decreto una cosa che per Rimini oggi vale come una bottiglia d’acqua per l’assetato".

PIRONI - Anche il sindaco di Riccione, Massimo Pironi, si complimenta con le forze dell'ordine per l'esito dell'operazione: "Gli affari della malavita prosperano nel traffico di droga, nella prostituzione, nel gioco d'azzardo e nell'usura. Hanno tuttavia bisogno di riciclare il proprio sporco denaro per mezzo di prestanome e cercano fragili bersagli come aziende in sofferenza o in difficoltà di accesso al credito al fine di ripulire affari illegali. Questo è un esempio di come la crisi economica possa divenire crisi sociale".

Continua Pironi: "Le attività criminali hanno individuato nel nostro tessuto sociale sano fatto di imprenditoria familiare, di creatività giovanile e vivace un terreno nel quale provare a insidiarsi. La situazione ha superato i livelli di guardia e occorrono misure concrete per contrastare il dilagare di questo preoccupante fenomeno. Occorrono iniziative concrete per reimpadronirci del nostro territorio e lavorare uniti, congiuntamente alle forze dell'ordine ed alla magistratura, per rinforzare gli argini e contrastare questo fiume che vuole dilagare sul lavoro dei nostri padri e sul futuro dei nostri figli. Non possiamo permettere che venga travolto quanto abbiamo costruito sin qui".

"Per una cultura della legalitá occorrono interventi decisi per favorire l'occupazione e favorire il credito - aggiunge il primo cittadino -. Dobbiamo resistere alle ammalianti sirene del denaro facile dando una concreta risposta a quelle aziende che sono al collasso e che, non sapendo piú a quale porta bussare, trovano un falso aiuto nei capitali poco limpidi ma "pronti", possono giungere ad una strada a senso unico dalla quale é difficile tirarsi fuori".

Conclude Pironi: "Credo che i cittadini di Riccione sapranno stringere le maglie e non lasciare ulteriori spazi a queste pericolose infiltrazioni. L' Amministrazione comunale fará quanto possibile con determinazione e amore per la nostra cittá e per tutto il nostro territorio  affinchè il "nocciolo" della nostra societá non venga intaccato.  Continueremo a lavorare a fianco delle imprese del territorio, in sinergia con le Istituzioni locali, il Governo nazionale, le Forze dell’ordine e la Magistratura. Un grazie sentito per questo segnale forte che ci aiuta a non abbassare la guardia".

LOMBARDI - Come cittadino e come rappresentante delle Istituzioni, mi sento di ringraziare il Prefetto che coordinando brillantemente le Forze dell’Ordine della nostra Provincia sta contrastando con successo l’infiltrazione o peggio l’insediamento della criminalità organizzata sul nostro territorio - afferma il consigliere regionale del Pdl, Marco Lombardi -. Sono già molte le operazioni di Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Carabinieri, che ci hanno fatto sentire la presenza dello Stato nel contrasto a quei fenomeni malavitosi che non solo mettono a rischio la nostra sicurezza ma incidono anche in maniera profonda su una economia già duramente provata dalla crisi".

"La professionalità dei protagonisti deputati alla nostra sicurezza e la capacità delle Istituzioni e dei cittadini di collaborare con essi, costituisce il giusto mix per rendere il nostro territorio impermeabile a pericolosi fenomeni criminali e per questo motivo spero che alle operazioni passate ed alle operazioni futuri sia stata e sarà utile anche la Legge regionale 3 del 2011 che trattando delle “Politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso” dia ulteriori strumenti a chi sta dalla parte dei cittadini per difenderli e consentire un ordinato svolgimento della nostra vita quotidiana", conclude l'esponente del centrodestra.

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