Rimini, evasione fiscale: giro di vite della Provincia

Nel corso di un incontro, il Presidente della Provincia di Rimini Stefano Vitali ha affrontato il tema del contrasto all'evasione fiscale, annunciando una serie di nuove iniziative che mirerà a sensibilizzare la comunità

Nel corso di un incontro con gli organi d’informazione, il Presidente della Provincia di Rimini Stefano Vitali ha affrontato il tema del contrasto all’evasione fiscale, annunciando una serie di nuove iniziative che, dall’autunno, mirerà a sensibilizzare la comunità locale circa i guasti e gli effetti devastanti del fenomeno sul sistema Rimini. “Sono inchieste dell’autorità giudiziaria e non solo a dipingere un quadro territoriale di grande preoccupazione sul fronte dello squilibrio fiscale- spiega Vitali.

“Per questo nei prossimi mesi la Provincia di Rimini metterà in piedi comunicazioni e iniziative amministrative ad hoc contro una piaga che sottrae risorse preziose, indispensabili al futuro della collettività”.

Il periodo di riferimento è quello a cavallo di ottobre e novembre.

“In quella data- continua il Presidente della Provincia di Rimini- inoltreremo una lettera a tutte le famiglie residenti indicando i pericoli concreti, che non sono solo etici, legati al mancato pagamento di quanto dovuto all’erario. Quali sono i pericoli concreti? Semplice, se non si pagano le tasse, il rischio è quello che gli Enti pubblici- Comuni, Regioni, Stato- taglino i servizi primari. E’ un leit motiv dire che gli Enti locali devono tagliare consulenze, incarichi e spese nel turismo per garantire i servizi sociali. Bene, tutto ciò rispetto al quantum dell’evasione fiscale anche sul nostro territorio è una goccia nel mare. Un esempio? Se si evade, i servizi sociali rischiano di essere cancellati o mutilati. Così gli investimenti per asili o strade. Deve essere chiaro che l’evasore fiscale è il principale nemico del nostro domani, dei nostri figli. La nostra vuole dunque essere un’iniziativa di sensibilizzazione, di informazione che vuole anche mettere in fila qualche consiglio banale. Del tipo: chiedete scontrino o fattura ogni volta che acquistate un bene o una prestazione professionale. Io credo che alla politica tocchi rompere gli indugi, uscendo anche da una zona d’ombra un po’ ambigua, e svolgendo appieno il proprio ruolo civico. Peraltro ci rendiamo tutti conto che i sacrifici che verranno da domani chiesti agli italiani sono soprattutto dovuti all’intollerabile squilibrio fiscale”.

“Nel frattempo proveremo a organizzare- e credo sarebbe un’esperienza pilota in Italia- un coordinamento tra Enti locali e Agenzia delle Entrate per potenziare il cosiddetto patto anti evasione tra Comuni e Agenzia delle Entrate. Le statistiche registrano come il territorio riminese non spicchi per numero complessivo di adesioni. Come Provincia ci proponiamo di sensibilizzare tutti i Comuni ad aderire al patto e di supportare lo sforzo organizzativo dei Comuni, specie i più piccoli, creando in provincia un ufficio apposito che aiuti gli stessi, permettendo di aumentare il numero di segnalazioni all’Agenzia delle Entrate.”.
 
A margine della conferenza stampa il Presidente Vitali ha anche affrontato il tema dell’abolizione delle Province per decreto costituzionale, così come proposto nelle ultime correzioni alla manovra del governo.

I punti affrontati dal Presidente Vitali sono stati, in sintesi:
 
1) Si tratta di un passo avanti rispetto al taglio orizzontale delle province sotto i 300 mila abitanti che utilizzava un criterio meramente numerico senza considerare il ruolo e le peculiarità delle amministrazioni provinciali nei territori. Sarebbe un clamoroso passo indietro e un errore non privo di conseguenze se la ‘ratio’ del provvedimento fosse semplicemente quella del risparmio (peraltro limitatissimo) dei costi della politica, e non di un radicale e profondo riordino complessivo dell’impianto istituzionale italiano
2) Per abolire costituzionalmente le Province non ce la si cava tirando semplicemente una riga sull’articolo 114 del titolo V. Bisogna intervenire su almeno altri sei articoli correlati, altrettanto importanti e consistenti
3) Tutto l’ordinamento statale è organizzato su base provinciale. Inps, Prefetture, Agenzia Entrate, Direzione del Lavoro, Ufficio del Tesoro, associazioni economiche e di volontariato avrebbero strutturazione provinciale senza più un territorio organizzato in Province? Questo produrrebbe certamente confusione, smarrimento e soprattutto numerosi disservizi e non solo nel breve periodo
4) Cosa accadrà dei beni, partecipazioni comprese, ora di proprietà provinciale? Passano alle Regioni, insieme alle competenze di legge?
5) Una proposta generica come quella letta sui giornali quest’oggi un effetto comunque lo produce già: si lede l’autorevolezza di istituzioni pienamente legittimate sulla base di una superficialità devastante nell’approcciare i problemi
 
“Io dico- conclude Stefano Vitali- che il livello di serietà minimo per una classe dirigente sarebbe quello di affrontare un riordino complessivo dell’architettura istituzionale”.
 

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