Fallimento Aeradria, i dipendenti si mobilitano e il M5S parte all'attacco

I lavoratori del "Fellini" lanciano una petizione on line per salvare lo scalo riminese: "Non immaginiamo come una struttura che garantisce il sostentamento delle famiglie e del territorio possa chiudere". Giulia Sarti (M5S): "Il Premiato Poltronificio Riminese si è messo in testa di trasformare il Fellini in uno scalo di strategica importanza nazionale"

Settimana decisiva per l'aeroporto "Federico Fellini" che, giovedì prossimo, vedrà il tribunale fallimentare di Rimini decidere sulle sorti di Aeradria ma, nel frattempo, a prendere la parola sono i dipendenti della società che gestisce lo scalo che rischiano di venire travolti dal fallimento. "È arrivato il momento, per noi dipendenti, di rompere il silenzio e far sentire la nostra voce - scrivono i 70 lavoratori impiegati al Fellini in una petizione on line. - Per i più conterà poco, forse niente, ma durante questi anni, nonostante le difficoltà ci siamo sempre impegnati, consci dei nostri doveri, nel rispetto e amore per il nostro lavoro. Non vogliamo né riusciamo a pensare che il luogo che garantisce il sostentamento non solo delle nostre famiglie,ma dell'intero indotto possa chiudere". I dipendenti di Aeradria annunciano già battaglia e, da martedì 22, allestiranno degli striscioni nelle sale di attesa mentre giovedì 24, giorno in cui il tribunale dovrà decidere se dichiarare il fallimento, manifesteranno davanti al palazzo di giustizia.

Nella querelle Aeradria entrano anche i grillini, per voce della deputata riminese Giulia Sarti, che ha pubblicato sul blog di Beppe Grillo un pesante attacco sul "Premiato Poltronificio Riminese" colpevole di "essersi messo in testa di trasformare il Fellini in uno scalo di strategica importanza nazionale". Per l'onorevole, il Pd riminese con la questione Aeradria è diventato una associazione "fabbrica-carriere" perchè, nella nostra città, "abbiamo dei talentuosi miniaturisti che ripropongono tutti i mali del nostro Paese in scala ridotta... noi li chiamiamo Partito Democratico. Abbiamo una piccola questione TAV, il Trasporto Rapido Costiero, abbiamo un piccolo Monte dei Paschi di Siena, Banca Carim già commissariata e già passata a nuova gestione, abbiamo anche un miniaturizzato caso Alitalia, che da noi si chiama Aeradria. Non immaginate che fatica si faccia a rappresentare il Movimento 5 Stelle a Rimini. Con tre consiglieri siamo l'unica diga contro lo smodato appetito di una classe politico-imprenditoriale consolidata in 70 anni di potere catto-comunista. Con la nostra Alitalia in miniatura, una partecipata di cui Comune e Provincia detenevano l'80%, sono riusciti a mangiarsi diverse decine di milioni di euro".

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