Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Marina Centro / Viale Pola, 2

Motivi economici dietro l'omicidio di Vera Mudra

Il marito sottoposto a fermo di polizia comparirà martedì davanti al Gip del Tribunale di Rimini per l'interrogatorio di garanzia

Ci sarebbero dei motivi economici dietro l'omicidio di Vera Mudra, l'ucraina 61enne uccisa a martellate nella notte tra domenica e lunedì, per il quale si trova in stato di fermo il marito Giovanni Laguardia, idraulico in pensione di 69 anni.  Lui era originario di Matera ed era al suo secondo matrimonio, lei dall'Est Europa, dove aveva dovuto lasciare anni fa i suoi tre figli. Secondo quanto emerso dalle prime indagini la coppia, descritta molto riservata dai pochi vicini, negli ultimi tempi avrebbe iniziato ad avere dei dissapori per questioni di denaro. Pare che la pensione di Laguardia, che aveva lavorato per grosse aziende riminesi, non bastasse più alle esigenze della donna che aveva fatto la badante e che adesso avrebbe chiesto al marito di tornare a lavorare per aiutare i figli di lei all'estero. Una discordia che, col tempo, si è fatta sempre più pesante fino a scatenare il raptus omicida del 69enne. Secondo gli inquirenti della Mobile il delitto sarebbe stato commesso prima delle 3.40 quando, a quell'ora, Laguardia ha chiamato il 113 spiegando di trovarsi in via Destra del porto e di aver ucciso la propria moglie.

Femminicidio a Marina Centro

La Questura di Rimini ha spiegato che, ricevuta la chiamata, una pattuglia delle Volanti si è precipitata sul posto individuando il 69enne che alla vista degli agenti ha confessato il delitto indicando l'appartamento al civico 2 di via Pola. L'uomo è stato accompagnato sul posto dagli agenti che, una volta entrati nell'abitazione, hanno trovato il corpo dell'ucraina in camera da letto con il cranio sfondato. Sul posto è poi arrivata oltre alla squadra mobile della Questura di Rimini, anche la scientifica e il medico legale e stando alle prime conclusioni, pare certo che la causa di morte sia stato un forte trauma cranico dovuto ai colpi inferti con un corpo contundente. L'arma del delitto, un martello, è stata trovata poco distante dal corpo martoriato della 61enne e, al momento, sarà l'autopsia disposta dal pubblico ministero a far luce su quanti colpi abbiano raggiunto la testa dell'ucraina fino ad ucciderla.

Laguardia è stato quindi portato in Questura dove, secondo quanto emerso, avrebbe fatto delle prime ammissioni parziali per poi avvalersi della facoltà di non rispondere. Difeso dall'avvocato Andrea Mandolesi, il legale del 69enne ha dichiarato di aver "visto il mio assistito intorno alle 7 di questa mattina. Confermo che sia stato egli stesso a chiamare la polizia, ma non essendo lucido visto il fatto tragico avvenuto, è stato giusto attendere prima aprirsi anche perchè p pparso molto frastornato e, credo, ancora non si sia reso conto di quanto sia accaduto. Domani lo sentirà il giudice". Il 69enne è stato sottoposto a fermo di polizia e, martedì, comparirà davanti al gip, Benedetta Vitolo per l'interrogatorio di garanzia.

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