Figlia picchiata dai genitori perchè lesbica, papà e mamma denunciati

Due anni d'inferno per una ragazza ventenne costretta più volte a ricorrere alle cure del pronto soccorso

Papà e mamma che non accettano l'orientamento sessuale della figlia e che, per due anni, rendono un inferno la vita della ragazza. Si è conclusa con una denuncia per maltrattamenti nei confronti dei genitori l'odissea di una ragazza 20enne, di origini straniere e residente nel riminese, picchiata da chi le avrebbe dovuto volere più bene. A far emergere la storia di omofobia è stata la polizia di Stato e, in particolare, gli agenti in servizio all'Infermi di Rimini che, per l'ennesima volta, lo scorso luglio notano la ragazza al pronto soccorso dove si era recata per farsi medicare una serie di lesioni. Le precendenti cartelle cliniche parlavano di naso e costole fratturate che, difficilmente, potevano essere attribuite a incidenti e, dietro l'insistenza degli agenti, la ventenne ha raccontato tutto.

I genitori, il padre 49enne e la madre 43enne stranieri, non accettavano che la figlia potesse essere lesbica e, continuamente, la picchiavano a causa del suo orientamento sessuale. Pugni, gomitate ma anche minacce di morte e continue umiliazioni che costringevano la giovane a ricorrere alle cure dei sanitari fino a quando, in lacrime, ha trovato il coraggio di raccontare la sua situazione familiare facendo così scattare le indagini che hanno portato alla denuncia dei famigliari.

LA NOTA DI ARCIGAY - "La cronaca di oggi racconta la storia drammatica di una ragazza malmenata per anni dai genitori perché lesbica. Solo a luglio, dopo un lungo periodo di tentativi rivolti a nascondere il fatto ai sanitari del Pronto Soccorso, la giovane ha trovato la forza di denunciare i propri familiari. Adesso diventano indispensabili interventi di cambiamento culturale e sociale, a partire soprattutto dalle scuole dove i più giovani devono essere educati al rispetto delle differenze e alla lotta al bullismo e alla discriminazione in genere.

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La legge sulle Unioni civili è per lo Stato italiano un importante riconoscimento di tutte quelle coppie e famiglie LGBT che, pur esistendo già da molti anni, possono ritenersi ora a pieno titolo parte integrante della società. Anche grazie alla legge della senatrice Monica Cirinnà, che proprio oggi alle 18.30 sarà a Rimini, sono stati legittimate cittadine e cittadini che adesso finalmente non sono più invisibili, né agli occhi della legge né a quelli di chi non sa comprendere e accettare. Il gesto della giovane è un bellissimo esempio di orgoglio e liberazione. Arcigay si offre di dare a lei e a tutte le persone discriminate tutto l'aiuto e il sostegno possibile anche attraverso l’indirizzo sos@arcigay.rimini.it, e si impegna a continuare a operare sul territorio con azioni mirate alla sensibilizzazione su questi temi". 

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