Finisce ai domiciliari il malvivente che ha investito un agente di polizia

Il 22enne foggiano ha ammesso gli addebiti, il processo aggiornato per valutare il principio attivo delle piante di marijuana che aveva in casa

Si è tenuto nella mattinata di martedì il processo per direttissima nei confronti del 22enne foggiano che, all'alba di lunedì, ha investito un agente della polizia di Stato che cercava di fermarlo causandogli lesioni giudicate guaribili in 20 giorni. Gli agenti di una Volante avevano notato un giovane in sella a uno scooter, con il casco indosso, che confabulava accanto a un’auto con dei ragazzi a bordo. Alla vista della polizia lo scooterista ha imboccato una traversa e l’auto dei poliziotti lo ha seguito. Quando lui è tornato improvvisamente sui suoi passi uno degli agenti gli ha intimato l’alt. Lo scooterista ha dapprima finto di fermarsi per poi accelerare. Il poliziotto, stretto tra un cassonetto e il vicolo è stato investito ed è caduto sull'asfalto mentre il centauro è fuggito facendo perdere le proprie tracce. Solo nella tarda mattinata di lunedì, dopo una serie di indagini lampo, il 22enne vistosi oramai braccato si è presentato in Questura accompagnato dal suo avvocato Enrico Grazioni.

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Il 22enne, davanti ai giudici, ha ammesso di essere lui alla guida e, allo stesso tempo, si è assunto la proprietà delle tre piante di marijuana che gli agenti avevano trovato sul terrazzino della propria abitazione. Il ragazzo, già noto alle forze dell'ordine, ha spiegato di essere fuggito alla vista della pattuglia delle volanti proprio per la paura che il personale della polizia di Stato trovasse le piantine di droga. Il 22enne, attualmente seguito dal Sert, temeva che la scoperta potesse pregiudicargli la sua riabilitazione. Il giudice ha quindi disposto per il malvivente gli arresti domiciliari e fissato una nuova udienza per il prossimo 18 agosto in maniera tale da conferire al perito l'incarico di valutare il principio attivo delle piante.

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