La verità di Casa Madiba: "spranghe e catene non erano le nostre"

Il centro sociale pronto a prendere provvedimenti verso chi li calunnia sul web in attesa della manifestazione di sabato

Resta alta la tensione tra il centro sociale di Casa Madiba e i militanti di Forza nuova dopo che, questi ultimi, sono stati aggrediti e pestati davanti al supermercato Conad di via Dario Campana. In una conferenza stampa Manila Ricci, storica esponente del centro sociale riminese, ha contestato la ricostruzione fatta degli scontri raccontando la sua verità e negando fermamente che spranghe e catene, poi ritrovate in un cassonetto dalle forze dell'ordine, siano stati portati sul posto da appartenenti di Casa Madiba. "Non eravamo assolutamente armati - ha esordito la Ricci - e non avevamo intenzione di dare vita a uno scontro con quelli di Forza Nuova. Quella mattina siamo stati informati della raccolta alimentare allestita davanti al Conad e che, i forzanovisti, avevano insultato alcuni extracomunitari. Siamo così usciti da Casa Madiba con bandiere e megafono per gridare alcuni slogan contro personaggi che, alle spalle, hanno una lunga fedina penale fatta di violenze".

"All'improvviso - prosegue la Ricci - un militante di Forza Nuova ha estratto dal bomber una catena e ha picchiato un anziano attivista di Casa Madiba colpendolo alle spalle e alle gambe. Anche noi abbiamo i nostri feriti e i nostri referti da presentare. Non abbiamo reagito a sprangate: la nostra storia è esente da questo tipo di violenze. Siamo stati aggrediti e ci siamo difesi. Non tolleriamo che questi neofascisti possano girare per Rimini e, per noi, la solidarietà non ha nè razza nè colore". L'aggressione che si è verificata in via Dario Campana, inoltre, ha suscitato un forte tam tam mediatico sui social network dove, spesso e volentieri, i toni si sono alzati oltremisura e, su Facebook, sono apparsi anche dei fake che riguardano il centro sociale riminese. "Riguardo a questi post - ha aggiunto Andrea Gaspari di Casa Madiba - sottolineiamo che si tratta di una campagna di calunnie nei nostri confronti e, chi li ha scritti, ne risponderà nelle sedi più apprropiate".

Restano, tuttavia, i problemi legati alla manifestazione indetta do Forza Nuova per sabato 2 aprile. Se, da un lato il leader dei forzanovisti, Roberto Fiore, ha dato appuntamento a Rimini per una mobilitazione contro i "trenta vigliacchi facinorosi armati di spranghe", da Casa Madiba fanno sapere che risponderanno con un open day nella loro struttura di via Dario Campana e che non reagiranno a quella che è stata definita "una manifestazione neonazista" a meno che non vengano provocati. Allo stesso tempo, dal centro sociale hanno annunciato una contromanifestazione per sabato 9 aprile quando, a Rimini, arriverà il segretario della Lega Nord Matteo Salvini.

IL COMUNE DI RIMINI NEGA LA PIAZZA A FORZA NUOVA - “Ciò che è accaduto sabato scorso in via Dario Campana è quanto di più vergognoso possa accadere, con un uso incontrollato della violenza vera e dell’intolleranza ideologica - ha spiegato il sindaco Andrea Gnassi. - Insulti, aggressioni, scontri, violenze, sangue in mezzo alla gente, in quello che doveva essere un sabato sereno. Le autorità preposte possono e devono andare a fondo per individuare chi ne è responsabile, individualmente e/o collegialmente. Questo appunto è un compito demandato alla legge e alla democrazia. E anche il Comune di Rimini potrà assumere le decisioni che riterrà più opportune a tutela della comunità nei confronti del o dei colpevoli, una volta accertate le responsabilità. Va però ribadito a chiare lettere che ora più che mai la Rimini democratica non accetta e non accetterà dichiarazioni e manifestazioni violente e di vendetta. La città non diventerà terreno di nuovi fatti e parole intolleranti; Rimini, medaglia d’oro al valore civile, respinge da sempre il razzismo, la prevaricazione, gli estremismi pericolosi, da qualsiasi parte essi provengano. E lo farà, se è il caso, anche questa volta. Sarebbe già un’ottima (e sufficiente) ragione per non concedere alcun beneplacito a qualsivoglia, annunciata iniziativa dalle motivazioni bellicose, la contemporanea presenza nella giornata del 2 aprile di numerose manifestazioni già precedentemente autorizzate. Ma, al di là di questo, rimane il tema di fondo: questa città non merita e non si merita di essere trasformata, anche per un solo minuto, nella versione aggiornata e fuori storia di stagioni buie e violente”.

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L'INTERVENTO DELL'ONOREVOLE PAGLIA (SI) - "Dopo gli episodi di sabato, a Rimini sembra forte la tentazione di chiudere tutto dentro il recinto della violenza, mettendo sullo stesso piano fascisti e antifascisti - ha commentato l'onorevole Giovanni Paglia di Sinistra Italiana.Questo sarebbe un grave errore, a cui io non ho assolutamente intenzione di accodarmi, al di là delle responsabilità individuali rispetto a singoli gesti.
Casa Madiba è un'esperienza di solidarietà e accoglienza, che fa della lotta contro ogni discriminazione e sfruttamento la sua ragion d'essere. Forza Nuova è un movimento noto alla cronaca giudiziaria per un'infinità di episodi di violenza praticata e agita, per l'offesa continuativa alla Repubblica nata dalla resistenza, per la propaganda razzista e xenofoba. Rimini vuole abituarsi al fatto che si svolgano davanti ai suoi supermercati presidi che provocano e offendono i lavoratori migranti e i più poveri? Le forze dell'ordine ritengono normale che si svolgano manifestazioni all'insegna dell'intolleranza e della violenza verbale, se non della minaccia fisica?
Su questo presenterò anche un'interrogazione al ministro degli Interni. Abituarsi all'odio verso le minoranze è uno degli errori peggiori che un Paese civile possa fare
".

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