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“Aliud pro alio”, la frode più usata nel commercio del pesce

La Guardia Costiera di Rimini ha effettuato nei giorni scorsi mirati nel riminese per la verifica ed il rispetto delle normative vigenti in materia di commercializzazione dei prodotti ittici

Gli uomini del Nucleo Operativo della Guardia Costiera di Rimini hanno effettuato nei giorni scorsi mirati nel riminese per la verifica ed il rispetto delle normative vigenti in materia di commercializzazione dei prodotti ittici con particolare riferimento alle dimensioni minime delle specie poste in commercio, alla documentazione attestante la rintracciabilità dei prodotti ittici, alle informazioni obbligatorie da fornire ai clienti e alle normative igienico-sanitarie.

Numerosi controlli sono stati effettuati presso i mercati ittici all’ingrosso, i ristoranti e i punti vendita al dettaglio. Le violazioni maggiormente riscontrate sono state: la mancanza dei documenti di tracciabilità dei prodotti ittici; la pesca, detenzione e commercializzazione di prodotti ittici sottomisura; e le frodi in commercio. La frode classica nel commercio è quella di sostituzione “aliud pro alio” di una specie pregiata con un’altra somigliante, ma di minor valore economico, che si attua soprattutto sul trancio o sui filetti dove il riconoscimento diventa più difficile.

Altre frodi commerciali riscontrate sono state quelle di vendita di prodotti della pesca decongelati come freschi e di allevamento come prodotti catturati in mare. Con l’entrata in vigore del decreto legislativo del 9 gennaio 2012, numero 4, "Misure per il riassetto della normativa in materia di pesca e acquacoltura", sono state inasprite le sanzioni per le violazioni delle norme relative alla pesca, trasporto, detenzione, e commercio di prodotti ittici.

Inoltre, è stato attivato un sistema a punti che prevede per le infrazioni più gravi l’ assegnazione dei punti al Comandante del peschereccio nonché alla licenza di pesca dello stesso, determinando, nei casi di recidività, anche la sospensione dei titoli del marittimo ed eventualmente la revoca definitiva della licenza di pesca.

A tal proposito, la Guardia Costiera di Rimini mantiene alta la vigilanza lungo tutta la filiera della pesca al fine di verificare che i prodotti ittici messi in vendita siano corrispondenti a quanto dichiarato dagli esercizi commerciali, siano idonei al consumo umano, siano stati catturati con attrezzi conformi alla normativa vigente e solo dopo l’avvenuta riproduzione della specie a tutela della bio-diversità.   
 

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