Fuori pericolo dopo i colpi di pistola, si indaga sull'agguato di via Carlo Zavagli

Gli inquirenti indagano sulla vita di Augusto Mulargia raggiunto da tre proiettili nella sera di martedì

E' ancora ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva dell'Infermi di Rimini, dove i sanitari si sono riservati la prognosi in via precauzionale, ma non sarebbe più in pericolo di vita Augusto Mulargia, il 51enne riminese ferito da tre colpi di pistola lunedì sera a San Giuliano Mare. Nato a Rimini, da una famiglia di origini sarde, da 7 anni tuttavia era residente in Thailandia con moglie e figlio da dove, negli ultimi tempi, si era spostato sulli'isola di Tenerife, alle Canarie, per aprire una gelateria. La decisione di lasciare l'Asia, secondo quanto emerso, era arrivata proprio per far frequentare una scuola europea al bambino.

A Rimini il 51enne ha ancora i parenti, madre e fratelli e ieri sera era stato a cena con alcuni di loro quando tornando a casa ha trovato un uomo con pistola ad attenderlo proprio davanti all'abitazione della mamma. Tre colpi alle gambe e il 51enne è stato trovato in un lago di sangue. Ferita anche l'arteria femorale è solo grazie ai soccorsi veloci è stato salvato. Le modalità dell'agguato hanno fatto subito pensare agli inquirenti ad un avvertimento forse legato al mondo della droga. Il 51enne ha infatti un passato turbolento. In un primo momento i carabinieri intervenuti sul posto non hanno potuto rintracciare alcun testimone. Pare che nessuno abbia visto esplodere i colpi. Le indagini dei militari dell'Arma, tuttavia, in un secondo tempo hanno portato ad un testimone che ha raccontato di aver notato una utilitaria, pare una Smart, che si allontanava da via Carlo Zavagli a tutta velocità e a fari spenti.

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LA NOTA DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE - “L’agguato criminale di ieri sera in via Carlo Zavagli - commenta palazzo Garampi - che ha visto colpito un riminese, impressiona per violenza e modalità di esecuzione. Un episodio dai contorni per il momento incerti, sfuggenti, oscuri, che fa pensare di primo acchito a una sorta di ‘regolamento di conti’, ancora non si sa perché né per cosa. L’amministrazione comunale di Rimini e la comunità riminese esprimono grande preoccupazione per fatti sanguinosi come questi; pongono la massima fiducia e offrono tutta la disponibilità e la collaborazione possibili alle forze dell’ordine e agli inquirenti che in queste ore stanno indagando, al fine di fare piena e completa luce sull’atto criminale”.

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