Furti nelle case, si studiano alcuni “segnali” sospetti

Sono all’esame dei militari alcuni “segnali” sospetti rinvenuti da cittadini all’esterno delle abitazioni, segnali che lascerebbero presupporre dei codici di comunicazione

I Carabinieri della Compagnia di Rimini hanno effettuato diversi interventi per identificare ed allontanare diversi nomadi, la maggior parte donne incinte, che si aggiravano in modo sospetto nella zona di Rivabella e di Marina Centro entrando all’interno di portoni condominiali. Il fenomeno sta richiamando l’attenzione dell’Arma che vuole garantire quanto più possibile la sicurezza dei cittadini e dei numerosi turisti presenti in riviera, specie per quanto riguarda i furti nelle case.

Sono all’esame dei militari alcuni “segnali” sospetti rinvenuti da cittadini all’esterno delle abitazioni, segnali che lascerebbero presupporre dei codici di comunicazione successivi a sopralluoghi effettuati da malintenzionati prima di effettuare i furti. E’ fondamentale che i cittadini segnalino ogni sospetto all’utenza di pronto intervento 112, numero unico a livello europeo, senza trascurare alcun particolare anche quello ritenuto superfluo.

Il Comando Provinciale, così come anticipato dal Comandante nel corso della sua prolusione in occasione della recente Festa dell’Arma, intende dare priorità assoluta alla prevenzione e repressione del crimine predatorio e, per fare ciò, collocando il cittadino al centro delle strategie operative, sta impiegando ogni genere di risorsa, sia umana che tecnologica a disposizione.

Molto importante è risultato l’impiego delle Stazioni Mobili grazie alla quale intere zone della città e della Provincia hanno potuto contare su un presidio fisso, così come in questo ultimo fine settimana è successo in Miramare. Il Comando Legione Carabinieri di Bologna ha inviato in Rimini, anche per il successivo impiego in occasione della notte rosa altri mezzi tra cui proprio Stazioni Mobili.

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