I genitori infuriati: "Se non cambia niente perchè privatizzare le scuole?"

Il gruppo di cittadini "Giù le mani dalle scuole di Rimini" chiede all'amministrazione comunale riminese "che fine abbia fatto l'esito della gara di appalto"

Il gruppo di cittadini “Giù le mani dalle scuole di Rimini” chiede all’amministrazione comunale riminese "che fine abbia fatto l’esito della gara di appalto che ha regalato milioni di euro della collettività ai privati e disgregato la scuola pubblica. L’apertura delle offerte al ribasso è avvenuta oramai da più di trenta giorni e a oggi tutto tace, nessuno ne parla, nessuno risponde alle decine di famiglie che presto dovranno decidere in quali scuole d’infanzia iscrivere i propri figli". Secondo il comunicato stampa diffuso dai cittadini, "nessuno risponde a quelle famiglie che si chiedono a quale cooperativa saranno affidati i propri figli, con quali criteri saranno selezionate le inseganti e quale esperienza avranno, quali progetti pedagogici saranno applicati e soprattutto quali garanzie di continuità potranno
offrire aziende private con un turnover del personale ai massimi livelli. Il progetto di disgregazione dello stato sociale è al primo punto di questi politici d’assalto, che ti sorridono dagli organi di stampa, mentre sottraggono risorse e diritti al territorio locale, convogliando consensi e interessi".

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"L’amministrazione - proseguono - non risponde, impassibile nonostante una manifestazione cittadina con più di
600 persone, la raccolta di 3.500 firme per la scuola pubblica, la convocazione dal Prefetto, un’assemblea generale dei sindacati, una conferenza a tema con pedagogisti, il supporto degli operatori precarizzati delle cooperative riminesi e bolognesi, la costruttiva esperienza fornita da Bologna Nidi, uno sciopero generale, comitati dei Nonni e dei Genitori, opposizioni contrarie, i recenti scandali sull’affidamento degli appalti scolastici in altri comuni.
Pensate quali rischi corriamo, pensiamo quali interessi sono coinvolti. Vogliamo chiudere con questa ennesimo grido d’ingiustizia promettendo all’amministrazione che continueremo a spiegare ai cittadini quali futuro lavorativo state creando per i nostri figli, li preparate per la vita con un deserto educativo e formativo, quando poi saranno pronti a lavorare dopo anni di sacrifici il vostro modello economico offrirà un futuro precario a 900 euro al mese in qualche cooperativa da Voi scelta".

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