Giovane studentessa picchiata e stuprata nel parcheggio della discoteca

Arrestato dai carabinieri l'autore della violenza sessuale che si è consumata lo scorso ottobre nei pressi del Velvet di Rimini. Il bruto incastrato dal cellulare

Individuato ed arrestato dai carabinieri di Rimini l'autore di una brutale stupro consumatosi, lo scorso 27 ottobre, nel parcheggio della discoteca Velvet. A finire agli arresti domiciliari, con l'accusa di violenza sessuale, rapina e lesioni, è un riminese 21enne che ha approfittato di una studentessa 19enne. Secondo quanto emerso dalle indagini, nella notte tra sabato e domenica, la vittima era andata nel locale con un gruppo di amici e, tra un drink e l'altro, aveva conosciuto il 21enne. Il giovane, che aveva dato alla ragazza un nome falso, ha iniziato a fare delle avances sempre più spinte fino a convincere la 19enne a uscire dalla discoteca e appartarsi insieme a lui nel parcheggio. Una volta fuori, verso le 2 di notte, la studentessa avrebbe rifiutato il rapporto sessuale con il ragazzo che, andato su tutte le furie, ha iniziato a strattonare la giovane fino a portarla tra le macchine del parcheggio. Qui, dopo averla picchiata, l'avrebbe scaraventata a terra per consumare la violenza e poi fuggire portando via alla 19enne la borsetta con documenti e cellulare.

La vittima, ripresasi dallo stupro, ha immediatamente chiesto aiuto agli amici coi quali era arrivata nel locale che, a loro volta, hanno allertato i genitori della giovane, le forze dell'ordine e il 118. Mentre la vittima è stata trasportata al pronto soccorso, dove i sanitari hanno accertato l'avvenuta violenza per poi dimetterla con una prognosi di 5 giorni, i carabinieri hanno effettuato i primi sopralluoghi e, nel pomeriggio della stessa domenica, raccolto la denuncia della 19enne facendo partire le indagini. Gli inquirenti si sono immediatamente concentrati sul cellulare della ragazza, rubato dal bruto, ma le ricerche hanno dato esito negativo. Nei giorni successivi, tuttavia, quel telefonino è stato riacceso ma, ogni volta, veniva cambiata la sim rendendo difficile riuscire a risalire al vero utilizzatore fino a quando, gli inquirenti dell'Arma, sono riusciti a risalire a un giovane albanese che, la notte dello stupro, si trovava nella discoteca e il cui aspetto era particolarmente somigliante a quello descritto dalla vittima.

Il giovane straniero, tuttavia, è stato poi scagionato in quanto ha potuto provare che aveva acquistato il cellulare della ragazza in un internet poit di Rimini dove, in passato, era stato fornito ai vari clienti come telefono di cortesia da utilizzare durante le varie riparazioni. E' stato quindi possibile accertare che il titolare del negozio aveva acquistato, il giorno stesso dello stupro, il cellulare da un riminese 21enne e, in quella occasione, era stata fotocopiata la carta d'identità del giovane. La ragazza ha quindi riconosciuto, senza ombra di dubbio, la foto del suo violentatore che è stato convocato in caserma dai carabinieri per essere interrogato. Il 21enne, cadendo varie volte in contraddizione, era arrivato ad ammettere di aver conosciuto la studentessa nel locale ma, non fornendo spiegazioni sul motivo per il quale aveva dato alla giovane un nome falso, aveva affermato che il loro rapporto era stato consenziente. Una versione che non ha convito i carabinieri i quali hanno interrogato anche gli amici del giovane che, stando a quanto emerso, hanno fornito anche loro delle versioni discordanti tanto che la loro posizione è al vaglio degli inquirenti.

Il gip Sonia Pasini, concordando con i risultati dell'inchiesta dei carabinieri, ha quindi emesso il provvedimento restrittivo nei confronti del 21enne che, nella mattinata del 5 giugno, è stato arrestato dai militari dell'Arma e sottoposto al regime degli arresti domiciliari.

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