Gnassi indagato per il crac Aeradria, il Pd fa quadrato attorno al sindaco

Il Codacons pronto a costituirsi parte civile nel processo, l'intera politica riminese in subbuglio dopo la pubblicazione dei nomi eccellenti coinvolti nel fallimento

Vicinanza ma anche fiducia negli amministratori. All'indomani dello tsunami giudiziario che ha colpito l'aeroporto di Rimini, con oltre 34 milioni di euro sequestrati agli imputati eccellenti, a più livelli il Partito Democratico fa quadrato e conferma il sostegno al sindaco Andrea Gnassi e agli altri coinvolti. "Gli sviluppi dell'indagine lasciano certamente sconcertati, inizio a provare un certo fastidio proprio per come tutto il tessuto amministrativo, economico e imprenditoriale degli ultimi 15 anni viene raffigurato dall'indagine - sottolinea il consigliere regionale Nadia Rossi, ex assessore a Rimini nella giunta Gnassi. - Questa non è stata una storia criminale. Chi agisce per salvaguardare un'infrastruttura fondamentale e l'indotto economico della stessa ha evidentemente a cuore gli interessi del territorio. Nessuno si è appropriato di denaro pubblico e la speranza è di un rapido svolgimento del procedimento".

Sulla stessa onda il parlamentare riminese del Pd, Tiziano Arlotti, che critica le richieste di dimissioni del primo cittadino da parte dell'opposizione. D'altronde "sappiamo che la politica ha spesso corta memoria e vive purtroppo anche del peggior sciacallaggio". Infatti, "qualcuno sembra dimenticare che l'intero territorio dieci anni fa e oltre chiese con determinazione alle amministrazioni locali di prodigarsi per mantenere e rafforzare il ruolo e la funzione del Fellini". Da qui, conclude Arlotti, "la piena vicinanza, solidarietà e riconoscenza nei confronti degli amministratori pubblici che in questi anni hanno permesso di fare raggiungere all'aeroporto di Rimini il milione di passeggeri".

A prendere la parola anche due degli ex amministratori indagati: Alberto Ravaioli e Ferdinando Fabbri. L'ex sindaco parla di una "accusa non aderente alla realtà dei fatti. L’intento degli Amministratori locali è stato sempre quello di sostenere Aeradria, in quanto entità di importante valore per la nostra realtà territoriale. Il mio impegno, a volte anche molto gravoso, è stato sempre rivolto all’interesse della comunità riminese, che ha raggiunto negli anni importanti progressi in campo economico, sociale e sanitario". L'ex numero uno della Provincia di Rimini, invece, parla di una "cantonata" presa dalla Procura. "Siamo insomma al pregiudizio politico - spiega Fabbri - voi amministratori pubblici avete, in quasi 15 anni di attività, erogato in maniera truffaldina (programma criminale), in un’associazione a delinquere, fondi pubblici per avvantaggiare gli operatori privati e per salvaguardare le vostre poltrone. Ecco il teorema esplicito. L’accusa è inaccettabile e al di fuori di ogni realtà, con l’aggravante che sembra essere la procura a voler stabilire qual è l’interesse pubblico e quindi come devono essere fatte le scelte politiche".

Sul fronte della Procura, invece, a parlare è il Procuratore capo Paolo Giovagnoli che sottolinea come "sull'indagine Aeradria parlano i provvedimenti del giudice". E agli indagati, che lamentano di non essere stati mai sentiti dagli inquirenti, il capo della Procura, che con i sostituti Luca Bertuzzi e Paolo Gengarelli ha coordinato questa fase d'indagine, risponde codice alla mano. "Le regole del processo - dice - sono chiare: fino a quando non vengono contestati formalmente reati, chi indaga può non interrogare. Quando invece c'è l'avviso di conclusione indagini e' diritto dell'indagato chiedere l'interrogatorio e la Procura deve concederlo. Tuttavia, chi sapeva di essere indagato in merito all'aeroporto avrebbe comunque potuto, attraverso l'avvocato, chiedere di essere sentito. Nessuno l'ha fatto".

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Nella mischia si è gettato anche il Codacons che ha annunciato di costituirsi parte civile nel procedimento penale e dare assistenza a cittadini e imprese che chiederanno i danni. Il Codacons regionale avverte il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, dopo gli ultimi sviluppi dell'inchiesta sul fallimento dell'aeroporto Federico Fellini. "Se risulteranno fondate le accuse, il primo cittadino avrà tradito per l'ennesima volta il credito che il Codacons gli aveva garantito in occasione delle ultime elezioni amministrative".

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