Guerra ai dehors, le ripercussioni sulle aziende: "Sta arrivando qualche rinuncia da parte dei clienti"

Ciro Matino realizza sistemi per porte in vetro: "In questi giorni sono saltate delle trattativa. Noi abbiamo clienti in tutto il mondo e un fatturato in crescita, ma c'è chi accusa il colpo"

Piazza Cavour, foto d'archivio

Il Comune di Rimini è sul piede di guerra, così come le associazioni di categoria. Al centro della battaglia ci sono i dehors. La Soprintendenza infatti continua a mantenere la linea dura e i gestori dei locali stanno ricevendo lettere di diniego sui rinnovi. In sostanza la Soprintendenza vuole limitare i dehors solo alla bella stagione, l’inverno si deve "sbaraccare" tutto. A farne le spese, come rileva Gianni Indino presidente Confcommercio Rimini, un intero sistema economico.

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Ad avere il polso della situazione è anche chi costruisce le strutture o parti di esse, come Ciro Matino, titolare dell’azienda McSlide, che realizza sistemi scorrevoli per porte in vetro, utili anche per le chiusura dei dehors. “La nostra azienda, che ha base a Rimini, ha commissioni in tutta Italia e all’estero, per fortuna il lavoro non ci manca, siamo in crescita con una percentuale del 70% in più di fatturato, grazie all’export, soprattutto Germania e Stati Uniti, ma sta arrivando qualche rinuncia da parte dei clienti”. Investire migliaia di euro in dehors, vista l’incertezza del futuro, sta diventando troppo rischioso per molti esercenti: “Dopo che è scoppiato questo caso sono arrivate in questi giorni diverse rinunce, alcune trattative sono saltate e quando mi fermo nei bar e nei locali è l’argomento all’ordine del giorno”.

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La guerra ai dehors è appena iniziata, ma ci sono già molti posti di lavoro a rischio, non poter contare su dei tavoli in più riduce la clientela e la necessità di assumere un dipendente o due in più. “E’ una situazione che ho già visto in altre città, posso solo dire che l’estetica trasparente di queste strutture non si può considerare invasiva, spero solo che Soprintendenza e Comune trovino un accordo al più presto così che gli imprenditori possano lavorare in condizioni migliori e continuare a investire su tecnologie migliori. Sarebbe interessante anche un confronto con i tecnici per monitorare la situazione”.

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