Guerra ai decibel, lanciata una petizione contro gli eventi a tutto volume al ponte di Tiberio

Il Wwf sosotiene la raccolta firme. Una borghigiana: "Ho cambiato i giorni di ferie, lo scorso anno non ho chiuso occhio durante il Tiberio music festival"

Esasperati dalla musica troppo alta fino a tarda notte. Succede nell'area del borgo San Giuliano e del parco Marecchia, dove i residenti non ne possono più dei decibel sopportati in occasione di alcuni eventi. Nel mirino, in particolare, c'è il Tiberio Music Festival, che in agosto ha tenuto sveglio più di un riminese. C'è anche chi ha cambiato i giorni di ferie, "così almeno non ero a Rimini - racconta una residente - l'anno prima non avevo chiuso occhio, ma comunque visto che il venerdì era stato brutto gli hanno fatto recuperare la serata il lunedì successivo, un giorno lavorativo. Non se ne può più. Il borgo San Giuliano è a tappo, i locali sono tantissimi con i tavoli che ormai invadono ogni angolo, i dehor sembra che non gli bastino e posizionano tavolini anche nelle vie laterali, come se dal giorno dopo la magia del cliente che viene al borgo scomparisse. Si sta perdendo lo spirito del luogo e la nostra identità". E' solo uno degli amari sfoghi dei borghigiani. Quest'estate, infatti, un gruppo di residenti, dopo la tre giorni del Tiberio Music Festival, si è armato di fogli e penne e ha raccolto firme porta a porta, circa 300, che nei prossimi giorni consegneranno in Comune chiedendo di essere ricevuti per trovare un dialogo e una soluzione al problema in vista della prossima estate.

In contemporanea anche il WWF Rimini ha pubblicato sulla sua pagina social una petizione che si può sottoscrivere e c'è tempo fino a domani, martedì 10 settembre. "Abbiamo ricevuto l'invito a sostenere la petizione per vedere rispettato il diritto dei cittadini a non essere disturbati e molestati dall' abuso di emissioni sonore.
Volentieri ce ne facciamo portavoce - scrive il WWF - Chiunque intenda sottoscrivere la petizione firmi e faccia firmare il modulo, da restituire a wwfrimini@libero.it entro e non oltre martedì 10 settembre.

La petizione per abbassare il volume delle manifestazioni sonore in città

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"Chiediamo che iniziative come il Tiberio Music Festival e tutte le altre manifestazioni sonore, se realizzate vicino ad ambienti residenziali, mantengano un volume contenuto, udibile da chi vi partecipa, non imposto al resto della popolazione e non si protraggano per più di 3 o 4 ore, comunque non oltre la mezzanotte. Chi abita intorno al parco Marecchia, per esempio, in occasione del Tiberio Music Festival, è sottoposto ad un bombardamento sonoro a volume altissimo per 9 -10 ore al giorno (dalle 15/ 15,30 all’ 1 / 2 di notte ) per 3 giorni consecutivi. Ma, in generale, tutte le manifestazioni sonore sono realizzate ad un volume più elevato di quello che sarebbe necessario per essere udite da chi è interessato e vengono così imposte a tutti i cittadini che abitano nel raggio di chilometri dal luogo di emissione dei suoni. Una sorta di tortura estiva che provoca malessere e limitazione della libertà personale a chi è in buona salute, per non parlare di chi deve combattere con il dolore, di chi è anziano e solo e non può rifugiarsi in altri luoghi, dei neonati e dei bambini che non riescono a riposare né di pomeriggio, né alla sera. In certe occasioni, non c’è modo di difendersi neppure sigillando porte e finestre. L’esasperazione, il caldo torrido a finestre chiuse, la consapevolezza di subire una violazione dei diritti fondamentali senza poterla contrastare, possono portare qualcuno a gesti inconsulti con conseguenze a volte irreparabili. Vogliamo una “città gentile”, attenta soprattutto ai bisogni dei più deboli. Una città che sappia divertire e attrarre anche i giovani, ma senza inseguirli nella ricerca degli eccessi, inclusi quelli sonori, a danno degli altri. Le discoteche a tutto volume, a cielo aperto ci sembrano incivili anche nei confronti dei turisti, ma se proprio non si possono evitare, che interessino la zona marittima, tradizionalmente orientata alla movida, e risparmino i quartieri residenziali. Questi possono essere animati da iniziative culturali ed artistiche di vario genere ma ad un volume garbato, compatibile con la vita e la libertà di chi li abita. Apprezziamo il lavoro fatto per rendere Rimini più bella, ma l’esigenza di incrementare il turismo e i guadagni di chi lavora nel settore deve essere compatibile con i bisogni essenziali (riposo, studio, lavoro) di chi vi risiede stabilmente e paga le tasse".

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