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Cronaca Rivazzurra / Viale Siracusa

Ultime ore per l'hotel Gobbi, un "buco" da 800 mila euro

Non solo turisti rimasti senza camera dopo aver pagato ma anche fornitori che si sono visti tornare indietro le fatture non saldate

Si avvia inesorabilmente verso la parola "fine" l'attività dell'hotel Gobbi di Marebello, la struttura ricettiva balzata agli onori della cronaca dopo centinaia di denunce da parte dei turisti che si sono visti rifiutare la camera dopo averla pagata, visitato anche mercoledì mattina dalla polizia Municipale di Rimini per un ennesimo sopralluogo. Dopo che il Comune aveva disposto la chiusura dell'albergo venerdì scorso per il mancato rispetto delle norme antincendio, con il provvedimento che non era andato a buon fine per la mancata notifica al gestore dell'hotel, i messi comunali hanno portato a mano l'ordinanza per depositarla presso il comune di Druento, atto che è stato ritirato martedì dal gestore che da quel momento ha 72 ore di tempo per chiudere l'attività. Venerdì 12 agosto, quindi, scatteranno i sigilli alla struttura che nel frattempo avrebbe raggirato oltre 500 persone che in questi giorni stanno sporgendo denunce su denunce nelle caserme, nei commissariati e nelle questure di mezza Italia. Oltre a questi, è emerso che c'è anche una lunghissima fila di fornitori dell'albergo che si sono visti arrivare indietro le fatture non saldate. Le stime più prudenti, fatte dalle associazioni di consumatori che stanno raccogliendo segnalazioni e querele delle vittime dell'hotel Gobbi, parlano di un "buco" da 800mila euro al quale si aggiunge un gravissimo danno d'immagine per la Riviera riminese proprio nel pieno della stagione estiva.

Rabbia e sconforto per i turisti che, ancora questa mattina (10 agosto) arrivavano valige in mano nell'albergo di via Siracusa pronti a trascorrere le vacanze e convinti di avere trovato per il periodo di Ferragosto una soluzione vantaggiosa per il pernottamento. La pubblicità su internet, infatti, prometteva un pernottamento in doppia a 48 euro comprensivo di ombrellone con due lettini in spiaggia. Prezzi stracciati che hanno invogliato i turisti a prenotare in massa nel due stelle che, però, garantisce al massimo na quarantina di posti letto. Secondo quanto emerso le 500 persone che hanno prenotato, certe di poter pagare all'arrivo nella struttura, sono state poi contattate dall'albergo che le ha invitate a versare in anticipo la somma dovuta o comunque una caparra. Il tutto continuando ad accettare prenotazioni su prenotazioni nonostante l'evidente overbooking.

L'hotel è stato affittato da una famiglia al gestore piemontese per la stagione estiva. "Tra i truffati ci siamo anche noi, non ci hanno pagato una parte dell'affitto, e stanno rovinando la nostra immagine", hanno dichiarato i proprietari, che ribadiscono: "Noi non c'entriamo nulla". A quanto risulta, i gestori avrebbero messo in atto lo stesso meccanismo l'estate scorsa in un'altra struttura della vicina Cattolica. Comune, Associazione albergatori e Visit Rimini stanno cercando una sistemazione alle famiglie arrivate, alcune con bambini, senza una camera. Operazione non semplice dato il periodo di alta stagione. Del gestore, invece, si sarebbero perse le tracce e sul posto sono rimasti solo i dipendenti che al momento stanno cercando di mandare avanti la struttura dichiarandosi all'oscuro di tutto anche se alcuni dei clienti che sono riusciti ad avere una camera lamentano che colazione e pasti non verrebbero più serviti.

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