Identificato il cadavere nella valigia, resta il giallo su quanto accaduto

I poveri resti appartengono a una 27enne dell'est Europa, la svolta arrivata grazie al lavoro del Gabinetto di polizia Scientifica di Roma

Ci è voluta una settimana di minuzioso lavoro ma, alla fine, gli esperti del Gabinetto di polizia Scientifica di Roma sono riusciti ad identificare il cadavere trovato nella valigia che galleggiava nel porto di Rimini. I poveri resti appartengono a una 27enne dell'est Europa, ma gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sul nome, che risiedeva a Rimini. Cade quindi la pista asiatica, che in un primo tempo aveva spinto gli investigatori a ipotizzare che si trattasse di una donna cinese. Resta, tuttavia, il fitto mistero sulla sua morte. Secondo alcune testimonianze, infatti, il trolley sarebbe stato visto galleggiare il giorno prima del ritrovamento nell'invaso del ponte di Tiberio escludendo, quindi, che sia stata la corrente marina a farlo entrare nel porto. Qualcuno, quindi, avrebbe gettato la valigia proprio nel centro di Rimini ed è su questo aspetto che si stanno concentrando gli investigatori della squadra Mobile.

Tutte le telecamere di sicurezza che si affacciano sul porto, infatti, stanno venendo passate al setaccio con la speranza che, gli occhi elettronici, possano aver catturato qualche immagine che possa aiutare le indagini. Non ci sono dubbi, tuttavia, sulla causa del decesso. Una gravissima forma di anoressia, il corpo pesava appena 35 chili, che ha letteralmente consumato la vittima. E' da escludere, comunque, che la 27enne fosse una prostituta proprio a causa della malattia e dell'assenza di depilazione dalle gambe. A rendere più inquientante la vicenda, gli esami dell'anatomo patologo che hanno evidenziato come al momento della morte, che è stato fatto risalire ad almeno 15 giorni prima del suo ritrovamento, non è stata infilata subito nel trolley ma è rimasta per qualche giorno da qualche parte. In un secondo momento, dopo la rigidità cadaverica, chi ha voluto disfarsene l'ha completamente spogliata e avvolta in dei sacchi neri della spazzatura per poi chiuderla nella valigia e gettarla nel porto.

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