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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca

Il "pirata" Giulio Lolli si confessa via Skype dalla sua latitanza in Libia

L'ex patron della Rimini Yacht, a processo per una serie di truffe, ribadisce la sua intenzione di non tornare in Italia

Mentre al Tribunale di Rimini sono partiti altri 5 processi per truffa a suo carico, Giulio Lolli l'ex patron della Rimini Yacht fallita si "confessa" dalla sua latitanza libica. Le udienze riprenderanno il prossimo 7 aprile dopo che, questa mattina, il giudice ha respinto le eccezioni della difesa, l'avvocato Antonio Petroncini che rappresenta l'imprenditore bolognese. Riprenderà invece il 27 gennaio davanti al Tribunale collegiale il processo a carico del "pirata" per associazione per delinquere ed estorsioneQuello che oramai viene definito "l'ultimo pirata", dopo la sua rocambolesca fuga dall'Italia e la burrascosa avventura nella Libia devastata dalla guerra civile che gli è valsa 8 mesi in un carcere libico, adesso Lolli si definisce, sul suo sito internet www.giuliololli.it, un imprenditore e dice di lavorare nella manutenzione e nella guida di imbarcazioni per il Governo di Tripoli. Lolli, inoltre, ha rilasciato via Skype un'intervista alla televisione sammarinese che verrà messa in onda nella serata del 16 dicembre e ha riferito tramite il suo avvocato di non avere alcuna intenzione di tornare in Italia per consegnarsi alla giustizia.

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