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Operazione "Scafisti di terra", nuovo arresto da parte della Polaria

Un altro componente dell'organizzazione che si occupava del traffico di profughi siriani finito nella rete dela polizia di Frontiera di Rimini. Il 51enne, di origini siriane, si è giustificato dicendo di essere un benefattore

Nell’ambito dell’operazione "Scafisti di terra", il personale della polizia di Frontiera di Rimini è riuscito ad arrestare un ennesimo componente della banda sfuggito al blitz, dello scorso 14 ottobre, che aveva permesso di decapitare il gruppo che si occupava della tratta dei profughi siriani. Ad essere arrestato, lo scorso 21 ottobre, è stato un 51enne di origini siriane, ma cittadino italiano, bloccato dalla polizia nella hall di un albergo, nei pressi del casello autostradale di Incisa, in compagnia di due sirani clandestini, già espulsi dalle autorità austriache perchè in possesso di documenti falsi. La perquisizione del ricercato ha permesso di scoprire un biglietto d'aereo, intestato al 52enne, fissato per il 23 ottobre e con destinazione la Romania oltre a 3600 dollari ritenuti provento del favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. 

L’uomo è rimasto sorpreso del provvedimento a suo carico e ha raccontato agli inquirenti di aver sempre e solo operato a fin di bene nei confronti dei suoi connazionali di origine siriana e di essere responsabile dell’associazione OSSMEI (Organizzazione Siriana dei servizi medici di Emergenza in Italia). La perquisizione è stata anche estesa a un capannone, nelle disponibilità dal 51enne, all'interno del quale sono stati scoperti scatoloni pieni di medicinali e vestiti accatastati ed in pessimo stato di conservazione.

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