Il ministro Franceschini: "Il Fulgor sarà un'attrazione internazionale importante per il cinema mondiale"

L'inaugurazione del gioiello dedicato a Fellini: Il Maestro del cinema resterà per sempre e deve esserci un luogo che lo ricordi sempre"

I riflettori del cinema sono puntati su Rimini che festeggia oggi la settima arte con l'inaugurazione ufficiale del cinema Fulgor, la sala del centro storico dedicata al Maestro Federico Fellini, nel giorno del suo 98esimo compleanno. Una sala gremita dagli ospiti, fra i quali la stilista Alberta Ferretti, il direttore della cineteca di Bologna  Farinelli, il compositore Andrea Guerra, tantissimi cittadini e amici del regista, tutti riuniti in platea per assistere alla cerimonia di apertura, condotta dal giornalista Andrea Purgatori, e ascoltare le parole del sindaco Andrea Gnassi, di Francesca Fabbri Fellini, insieme agli interventi del presidente della regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, dell'attore Sergio Rubini e ai ricordi dello scenografo Dante Ferretti che ha progettato gli interni del Fulgor, un mattone della casa museo Fellini. Il cinema, gestito da Elena Zanni, è una nuova sfida della cultura riminese

Il taglio del nastro ideale è affidato al ministro alla cultura Dario Franceschini che non ha dubbi: "Questo cinema è stupendo, il progetto di Dante Ferretti è unico, questo spazio sarà un'attrazione internazionale, importante per il cinema di tutto il mondo. Fellini resterà per sempre ed è importante che ci sia un luogo che lo ricordi sempre. Rimini è una città che ha investito su cultura e turismo e sposa gli obiettivi di questa legislatura, sono felice di essere qui perché è anche un po' la mia terra. Per questo con convinzione abbiamo deciso di finanziare il progetto del Museo internazionale dedicato a Federico Fellini. Investire su Fellini e sulla cultura rappresenta una grande scelta strategica per la città”. Il ministro annuncia infatti l’assegnazione di altri 3 milioni di euro, come ulteriore contributo per la realizzazione del Museo Fellini, già finanziato con 9 milioni di euro per un totale di 12 milioni di euro". I ringraziamenti al ministro arrivano subito dal sindaco Andrea Gnassi: "Franceschini ha creduto immediatamente in questo progetto, che all'inizio era solo un sogno, e ci ha sostenuti. Questa è la prima gamba del museo Fellini, è un segno importante perché in questo tumulto di cambiamenti l'Italia può posizionarsi veramente investendo sul proprio patrimonio. Fellini con le sue opere rappresenta l'identità di tutti noi, fa diventare universale la provincia italiana. L'apertura del Fulgor è una grande festa popolare e un momento di riconciliazione e senso di appartenenza".

Suggestive e coinvolgenti anche le parole dello scenografo premio Oscar Dante Ferretti che ha ricordato i sei film girati con il regista riminese, il set de La città delle donne e di come si sia ispirato all'America e alle grandi sale d'Oltreoceano per il Fulgor. Sembra di entrare nella Hollywood degli anni Trenta, in un trionfo di rosso rubino, tra decori dorati, stucchi e dettagli preziosi."A Fellini devo tutto - spiega Ferretti - appena sono andato in America a lavorare ogni regista voleva sapere come girava il Maestro italiano e i suoi segreti. Lo amavano e lo amano ancora tutti". 

A riportare indietro tra i corridoi dello Studio 5 di Roma, il tempio di Fellini, è invece l'attore Sergio Rubini: "Ho conosciuto il Maestro quando avevo 22 anni, lui girava E la nave va, gli avevo portato delle fotografie, ma lì per lì non mi aveva scelto. poi sulla porta mi aveva fermato dicendomi 'Un giorno io e te lavoreremo insieme', credevo fosse una frase detta così e invece anni dopo mi ha chiamato per il film Intervista. Oggi sono molto emozionato perché Fellini è entrato nella mia vita con la falcata di un mago, ha avvolto ogni ricordo di mistero e lo porto con me sempre".

Un compleanno speciale questo per il regista dei cinque Oscar con una vera festa e la città che affolla corso d'Augusto per scoprire di nuovo la magia del cinema.

Cinema Fulgor
Data di nascita: 5 novembre 1914
Prima proiezione: Histoire d’un Pierrot di Baldassarre Negroni con Francesca Bertini
Prima sede: Albergo dell’Aquila d’Oro, in Corso d’Augusto
Sede definitiva: Palazzo Valloni, in corso d’Augusto (tra il 1920 e il 1923)
Prima ristrutturazione: architetto Addo Cupi, 1920
Seconda ristrutturazione: architetto Annio Maria Matteini, 2017
Numero sale: 2 (intitolate a Federico e Giulietta)
Superficie e capienza sala storica: 195 mq e 190 posti (158 in platea; 32 in galleria)
Superficie e capienza sala nuova: 70 mq e 52 posti

Il Cinema Fulgor
Era solo una sala di provincia, una delle tante che affollavano i centri delle città quando il cinema fabbricava sogni e raccontava mondi. A Rimini, oltre al Fulgor, c’erano il Savoia, il Sultano, l’Opera nazionale Balilla, per ricordarne solo alcune altre. Poi sono arrivati i film di Fellini, prima Roma e poco dopo Amarcord, e quella piccola sala, con le panche di legno sotto lo schermo, è entrata nel mito, diventando la più conosciuta e citata al mondo; il simbolo stesso del cinema come arte dell’evasione e del sogno. Ora al Fulgor si stanno per riaccendere le luci del proiettore. Ci voleva però un altro visionario, un altro creatore di immagini affinché il mito di quella sala sopravvivesse alla ristrutturazione dei suoi ambienti e all’ammodernamento dei suoi arredi. Ci voleva un premio Oscar, anzi il vincitore di tre premi Oscar; occorreva Dante Ferretti, lo scenografo che ha fatto con Fellini sei film e ora lavora con Martin Scorsese e Tim Burton, tra i più grandi registi degli ultimi anni. Nell’allestimento scenografico che ha progettato per il Fulgor, Ferretti ha riversato tutto il suo amore per il cinema e la sua storia; è un allestimento inusuale, che affascina e disorienta, abituati come siamo a sale concepite come neutre scatole nere; una vera e propria messa in scena cinematografica, che esalta la memoria e la magia di questo luogo. Sembra di essere sul set di un film, forse proprio sul set di quel Maciste all’inferno, che fu il primo film che Fellini vide al Fulgor sulle ginocchia del padre. È un allestimento che omaggia il cinema americano degli anni trenta e quaranta, quando i film erano bigger than life, e che gioca e si misura con la leggenda di questa sala e del genio che l’ha resa immortale.

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