Lavoro nero, l'appello del sindacato: "Nel settore turismo c'è da sempre, aumentiamo i controlli"

"La situazione va monitorata perché con il reddito di cittadinanza può nascere un nuovo perverso meccanismo che genera lavoro sommerso"

In merito ai casi di richiesta di lavoro nero per non perdere il reddito di cittadinanza, emersi in questi giorni e denunciati da alcuni albergatori, intevengono Ivana Veronese, segretaria confederale Uil nazionale e Giuseppina Morolli, segretaria generale Cst Uil Rimini.

"Alcuni articoli di questi ultimi giorni stanno ponendo l’attenzione su un nuovo e perverso meccanismo che, se vero, deve essere fermato per tempo per evitare il rischio di un aumento del lavoro nero. Nella riviera romagnola si stanno manifestando due fenomeni: da una parte sta diminuendo l’offerta di lavoro stagionale, pur in presenza di una forte domanda; dall’altra, e ciò è quello che maggiormente ci preoccupa, seppur per ora circoscritto a pochi casi, è il preferire un lavoro in nero piuttosto che un lavoro regolare, per poter beneficiare del nuovo reddito di cittadinanza. Se, però, il calo dei lavoratori stagionali è comprensibile poiché spesso vengono assunti con strumenti e contratti dalle basse tutele e basse retribuzioni (comprensive di straordinario, e mensilità aggiuntive) e con una Naspi che non copre il restante periodo, più attenzione merita l’aggiramento della disciplina sul reddito di cittadinanza che rischia di incentivare il lavoro sommerso. Nel settore del turismo, da sempre, e non da oggi  (solo adesso qualcuno sembra si sia svegliato dal torpore), che albergano sacche di lavoro nero, negli anni diminuito, ma non certo superato, basta guardare i dati relativi al 2010 che ponevano Rimini al 5 posto per lavoro nero e sommerso.

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La UIL da anni denuncia questo cancro del nostro territorio, che mina  le fondamenta del nostro tessuto socio economico, portandosi dietro an che tracce di criminalità organizzata. E’ necessario aumentare i controlli per evitare che strumenti per il contrasto alla povertà, possano provocare un aumento del lavoro nero. Il tema della legalità economica in un territorio come quello riminese per molti aspetti 'anomalo', effetto soprattutto dell’economia turistica legata alla stagionalità, ma non per questo giustificato”. L’obiettivo rimane dunque il rispetto delle regole, per fare della legalità economica una priorità. Ed allora non si può più nascondere la testa sotto la sabbia ma tutti ci dobbiamo impegnare perché questo fenomeno venga arginato attraverso patto serio, concreto e responsabile tra Istituzioni , parti sociali e categorie economiche.
 

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