Un libro racconta la storia di don Evangelisti, il prete con la Sla che ha lottato fino all'ultimo

Il libro "Vivo per amare" verrà presentato mercoledì alla presenza del vescovo Lambiasi

Una foto di don Mauro Evangelisti, scomparso nel luglio 2019 dopo una lunga malattia

Un esempio di coraggio, fede e speranza. La storia di don Mauro Evangelisti, il prete con la Sla, deceduto nel luglio 2019, è raccontata nel libro "Vivo per amare. Vincere il male si può", che verrà presentato mercoledì 15 luglio, alle 18.45, a Montetauro. Parteciperanno Elisabetta Casadei, curatrice del volume, don Lanfranco Bellavista, parroco di Montetauro, mons. Francesco Lambiasi, Vescovo di Rimini che ha curato anche la prefazione del libro. Il volume, pubblicato da ilPonte, è anche accompagnato da un corredo fotografico.

La vicenda del prete riminese è raccontata attraverso le sue lettere e i suoi scritti, il testamento, ma anche lettere ed email di amici, sacerdoti e persone che lo hanno conosciuto nel corso del suo servizio pastorale, da Miramare a Riccione a San Mauro Pascoli, fino agli ultimi giorni della sua “ora nona”. Per 12 anni don Mauro ha convissuto con la Sla, che ne ha minato il fisico e perfino la parola, fino a non poter più parlare con le labbra, ma solo grazie ad uno speciale computer che “reagiva” ai movimenti dei suoi occhi. Si era fatto lui stesso, amorevolmente accolto nella Piccola Famiglia dell’Assunta, a Montetauro, parola di vita.

“Ho conosciuto per caso don Mauro accompagnando un amico di famiglia. Da quell’incontro è nata un’inaspettata amicizia in cui ho trascinato il mio più caro amico. Ci siamo subito sentiti travolti da qualcosa di importante che sembrava accadere in quella cameretta. Questo uomo per noi è stato un regalo. La sua vita ci ha mostrato che la vita può passare dall’essere assurda a essere Mistero»”.

Questa è una delle tante testimonianze riguardanti don Mauro Evangelisti che compongono il libro Vivo per amare. Vincere il male si può Don Mauro Evangelisti prete con la Sla. Don Mauro Evangelisti è stato più che un santo prete. È stato letteralmente un prete santo. Tutta la sua vita, compresi i dodici lunghissimi anni nei quali ha convissuto con la Sla, è stata una vera pagina di quel quinto vangelo che i cristiani continuano a scrivere con la loro vita.


 

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