Massacrata di botte dall'uomo che amava, arrestato dopo mesi di violenze

La ragazza ha dovuto subìre maltrattamenti e violenze sessuali continue prima di trovare la forza, dopo l'ennesimo pestaggio, di denunciare il suo compagno

Drammatica vicenda di maltrattamenti, sevizie e violenze sessuali quella che ha visto una ragazza di origini marocchine, residente a Rimini, finire pestata a sangue per mesi dal suo compagno 28enne. La storia inizia nel 2010 quando la giovane, all'epoca 23enne, conosce un ragazzo di origini meridionali e, dopo pochi mesi di frequentazione, decide di andare a convivere con lui. La relazione, però, fin da subito prende una brutta piega a causa del carattere violento di lui che, in preda a una folle gelosia alimentata anche dall'abuso di cocaina, alcol e sostanze anabolizzanti, inizia a dare in escandescenza trovando ogni pretesto per picchiare la ragazza. Già nell'aprile del 2011, dopo alcuni mesi do convivenza, la 23enne è costretta a rivolgersi ai sanitari presentandosi in pronto soccorso con una brutta frattura alla mandibola che necessita di un'operazione chirurgica per essere ridotta. Nonostante la prognosi di 30 giorni, la marocchina non denuncia il suo aguzzino, inventando di essere caduta dalle scale, e si limita a interrompere la convivenza e a rifugiarsi presso la casa della sorella. Il 28enne, tuttavia, non accetta di essere stato scaricato e inizia a tempestare la giovane con telefonate e messaggi fino a quando riesce a convincere la 23enne a riallacciare il rapporto e a riprendere la convivenza.

Il rapporto, tuttavia, continua a essere caratterizzato dall'estrema violenza del napoletano e, nel luglio del 2011, la ragazza finisce nuovamente in pronto soccorso ma, anche questa volta, non denuncia il ragazzo. Le violenze, quindi, iniziano ad avere una escalation preoccupante, fatta anche di continue violenze sessuali, tanto che, nella sola estate del 2012, la marocchina finisce in pronto soccorso altre sette volte ma sempre senza sporgere denuncia anche quando, un giorno, il 28enne la affronta con un coltellaccio da cucina e solo il provvidenziale intervento del fidanzato della sorella riesce ad evitare il peggio. Nel giugno del 2014, alle 4.30, allertata dai vicini preoccupati dalle urla strazianti che arrivano dall'appartamento della coppia, interviene una Volante della polizia con gli agenti che, a fatica, riportano la calma nella coppia ma la mattina stessa avviene l'ultimo pestaggio. La  ragazza, infatti, viene letteralmente massacrata di botte e presa a cinghiate tanto da riportare la frattura di una vertebra e una serie di lesioni interne che necessitano di un ennesimo ricovero in ospedale da dove viene poi dimessa con una prognosi di 30 giorni.

Solo in seguito a quest'ultima violenza la ragazza, aiutata anche dal fidanzato della sorella, trova il coraggio di rivolgersi alla polizia dove presenta una dettagliata denuncia nei confronti del 28enne per poi lasciarlo per sempre. Al termine dell'indagine, lo scorso 9 ottobre il gip di Rimini emette quindi un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti del napoletano che, nel frattempo, aveva lasciato Rimini per trasferirsi a Livorno dove ha dei parenti. E' stato proprio il personale della squadra Mobile ligure che ha individuato il ragazzo, già noto alle forze dell'ordine per reati legati agli stupefacenti, alla guida in stato di ebbrezza e a crimini contro la persona. Il profilo del 28enne, che lavora come macchinista alle Ferrovie dello Stato, è quello di una persona particolarmente violenta e legata agli ultra più scalmanati tanto che, ai primi di settembre, era stato denunciato per degli scontri che si erano verificati nello stadio di Livorno durante la partita contro il Latina e colpito dal Daspo.

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