Lucciole nei residence, operazione "Hot spot" della Finanza

Sequestro preventivo di una struttura ricettiva, nei guai i tre gestori che affittavano le stanze

È scattata nellagiornata di martedì l'operazione "Hot spot" della Guardia di Finanza di Rimini che ha scoperto un residence a luci rosse al civico 2 di viale Mantova. Le indagini, partite nel gennaio del 2014 in occasione di un noto evento fieristico, hanno permesso di individuare la struttura ricettiva di Miramare trasformata, secondo gli inquirenti, in una "casa chiusa" a tutti gli effetti. Il residence, che comprendeva 20 appartamenti, era interamente affittato alle belle di notte che si prostituisconono sia sulle strade del sesso a pagamento della Riviera che attraverso i siti internet.

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Tre le persone finite nei guai: padre e figlio, di 69 e 22 anni, e il loro collaboratore 62enne, colpiti dall'obbligo di dimora a Rimini, per tolleranza e favoreggiamento della prostituzione aggravata. Altre due persone, invece, risultano indagati a piede libero. Oltre ai reati in materia di prostituzione, i tre principali indagati devono rispondere anche, a vario titolo, di reati fiscali. A padre e figlio, titolari del residence,  sono contestate anche violazioni amministrative tra cui l'omessa conservazione delle scritture contabili e ricavi non contabilizzati per 30 mila euro.

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Nel blitz di martedì, i militari della Finanza hanno trovato 35 prostitute all'interno della struttura. Secondo le indagini, le lucciole lavoravano nei pressi dell'aeroporto di Rimini e, i clienti, potevano scegliere se consumare il rapporto in auto o, con sovrapprezzo, all'interno del residence con prezzi che variavano tra i 40 e gli 85 euro. L'immobile, al termine degli accertamenti, è stato sequestrato ai fini della confisca.

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